Corriere della Sera, 7 agosto 2026
In morte di Annamaria Gandini
Da certe porte a vetri su via Verdi, vicino alla Scala, negli anni Sessanta uscì una cultura milanese e internazionale. Erano quelle della Milano Libri, fondata nel 1962 con l’omonima casa editrice. Se la libreria ha chiuso nel 2015, ieri a 94 anni è mancata a Milano chi ne aveva ancora le simboliche chiavi: Annamaria Gandini. Nata Gregorietti nel 1931 a Marsiglia, a Milano dal 1949, nel 1957 si era sposata con Giovanni Gandini, poi editore e scrittore. Gandini era stata l’anima di una libreria (creata con Vanna Vettori, Laura Lepetit e Franco Cavallone) che creava occasioni culturali, fin dall’importazione, per primi in Italia, degli albi dei Peanuts di Charles M. Schulz. Di lì acquisirono i diritti e nel 1963 uscì, introdotto da Umberto Eco, Arriva Charlie Brown!. Del 1965 è la rivista «Linus» ideata dal marito con la grafica del fratello Salvatore Gregorietti. Con Lepetit, nel 1975 ha poi fondato la casa editrice «femminile e femminista» La Tartaruga. Già nel direttivo della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, amica di autori e editori, Gandini si definiva «una bottegaia» e contava tra i frequentatori della libreria Leonardo Sciascia, Vittorio Spinazzola, Giorgio Armani, Eco e disegnatori come Topor, Copi, Jean Folon, Frank Dickens, Art Spiegelman. Con loro visse un’epoca di cui disse: «Eravamo amici e, va detto, ci siamo divertiti come pazzi».