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 2026  agosto 07 Venerdì calendario

Apollo compra Easyjet per 6,7 miliardi

Il fondo statunitense Apollo vince la battaglia per la conquista di easyJet, la seconda compagnia aerea low cost d’Europa, grazie a un’offerta da 5,7 miliardi di sterline (6,7 miliardi di euro) e dopo il passo indietro di Castlelake. L’ago della bilancia, in una partita destinata a cambiare gli equilibri nei cieli europei, è stato il fondatore nonché principale azionista del vettore arancione: Sir Stelios Haji-Ioannou (possiede il 15,31%).
L’offerta di Apollo «riconosce la qualità dell’azienda che abbiamo costruito e offre un valore immediato, certo e interessante per gli azionisti», commenta il presidente di easyJet, Stephen Hester. L’acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine del primo trimestre del 2027. Per rispettare le norme europee sulla proprietà (i soci extracomunitari non possono detenerne il controllo), Apollo intende assegnare a un trust con sede nell’Ue fino al 5% del capitale sociale, mentre il fondo avrà al massimo il 49,9%. La famiglia Haji-Ioannou intende rimanere anche nella nuova fase. Secondo le norme Castlelake (che mantiene un approccio disciplinato sugli investimenti) può fare un’offerta, ma prima che gli azionisti votino l’altra proposta.
Apollo dichiara di voler accelerare la strategia «a lungo termine» di easyJet «investendo in gestione dei ricavi, prodotti accessori, ottimizzazione della rete, fidelizzazione, distribuzione e nel continuo ampliamento di Holidays (la divisione vacanziera, ndr)». Secondo gli analisti i nuovi proprietari potrebbero avviare una ristrutturazione del gruppo, anche se il fondo dichiara di «voler mantenere la sede centrale, i certificati di operatore aereo e la forza lavoro di easyJet, sostenendo al contempo la strategia attuale del management».
Apollo detiene il 18,85% del vettore messicano Aeroméxico, è proprietaria della compagnia aerea cargo Atlas Air Worldwide e ha posseduto Sun Country Airlines. EasyJet sarebbe la prima compagnia di trasporto passeggeri di cui registrerebbe la quota di riferimento, decidendone il futuro (monitorato dall’Ue).
Partita con biglietti da una trentina di sterline – quanto un paio di jeans – e con un modello basato sulla vendita diretta ai clienti, easyJet nel tempo si è spostata dagli aeroporti secondari a quelli principali europei, sottraendo clienti ai vettori tradizionali e ottenendo slot (diritti di decollo e atterraggio) negli scali più pregiati del continente, come Milano Linate, Ginevra, Parigi Orly, Londra Gatwick, Amsterdam e Lisbona. Un portafoglio che si aggiunge alle tre divisioni del gruppo (britannica, comunitaria e circa la metà di quella svizzera), agli aeromobili di proprietà, a quelli ordinati e a Holidays.