Corriere della Sera, 6 agosto 2026
La loro separazione tenne banco sulla stampa spagnola come Ilary e Totti sulla nostra, l’estate era la stessa: quella del 2022
La loro separazione tenne banco sulla stampa spagnola come Ilary e Totti sulla nostra, l’estate era la stessa: quella del 2022. I Rolex, però, arrivarono dopo sul piatto di Gerard Piqué, l’ex difensore del Barcellona e della Nazionale spagnola colpevole di aver tradito Shakira, la popstar barranquillera da 100 milioni di copie vendute, madre dei suoi figli oggi adolescenti Milan e Sasha. Comunicato congiunto, dopo tante voci e la bomba sganciata da El Periódico: «Lui sta con una ventenne bionda, una studentessa universitaria che lavora anche come hostess agli eventi». La coppia, che aveva fatto dei social il proprio house organ, chiese rispetto per la privacy, per il benessere dei figli che rappresentavano la loro priorità assoluta, e annunciò: «Siamo spiacenti di confermare che ci stiamo separando».
Succede ai ricchi e succede ai poveri. Ci si ama e ci si lascia. Ma tra Shakira e Piqué successe qualcos’altro. Lei la vendetta gliela servì globale. Monetizzando la sua rabbia in tre canzoni che erano puro revenge song. Un inno all’emancipazione femminile, secondo molti, la donna che «non piange, la donna fattura», come cantò lei nel brano che chiuse la trilogia della vendetta: Bzrp Music Sessions #53. In pochi osservarono che la superstar internazionale stava sì fatturando, ma sulla pelle di Clara Chia Martí, evidentemente la sfasciafamiglie, o rubamariti che dir si voglia, come se gli uomini fossero oggetti da togliere dagli scaffali a proprio capriccio e non, nel caso specifico, adulti di 194 centimetri di altezza, ben capaci di intendere e di volere.
E così la studentessa che arrotondava facendo la hostess agli eventi diventò presto quel Casio che il calciatore aveva scambiato con un Rolex o la Twingo scelta al posto della Ferrari, come gliele aveva cantate Shakira nel suo brano uscito il 13 gennaio del 2023, che in meno di 24 ore fece 63 milioni di visualizzazioni. Le due aziende citate, per inciso, se ne rallegrarono, monetizzando a loro volta quella pubblicità insperata, pubblicando contenuti social che ammiccavano alle provocazioni di Shakira.
Va messo agli atti che Piqué reagì con autoironia, ostentando durante una conferenza stampa calcistica il famigerato orologio dozzinale e replicando a microfoni accesi che il suo Casio era per sempre. Ma erano lontani i tempi del Waka Waka, la canzone che aveva fatto innamorare lui e Shakira alla vigilia dei Mondiali del Sudafrica del 2010, quando lei aveva cantato l’inno e proprio girando il videoclip aveva conosciuto lui. Nati sotto il segno dell’Aquario, entrambi il 2 febbraio, lui classe 1987, lei 1977, tennero segreta la relazione fino al marzo successivo, quando lei cinguettò su Twitter (X era ancora lontano a venire) una loro foto mano nella mano con il testo: «Vi presento il mio sole». Due mesi dopo furono paparazzati a Cernobbio: la consacrazione. Seguirono, nell’ordine, la nascita di Milan, nel 2013, e di Sasha, nel 2015.
Il contrappasso si è svolto davanti ai nostri occhi in mondovisione, alla finale dei Mondiali di calcio, nel New Jersey, durante l’intervallo monstre della partita al MetLife Stadium, quando si sono esibiti vari artisti. Tra loro anche Shakira, alle prese con Dai Dai. Tra gli oltre 82 mila spettatori sugli spalti c’erano pure Piqué con i loro figli: scatenati i ragazzini, teso e rigido come marmo il padre. Grande assente Clara Chia, della quale in quei giorni ha scritto perfino TheTimes of India tirando fuori le clausole imposte dalla cantante nell’accordo di affidamento dei figli, che stanno stabilmente con la madre a Miami, con visite cadenzate del padre. E così pare che i due adolescenti non possano mai incontrare la compagna di Piqué, almeno fino a data da definirsi.
Se Shakira pochi mesi fa sul Corriere aveva ammesso con Renato Franco di aver «provato tantissimo dolore, ma questo mi ha reso più saggia, o almeno più forte», forse non è diventata abbastanza saggia da rendersi conto che nello scontro con quella che considera la sua avversaria, le armi non sono mai state pari. Perché alla fine è come se i due fedifraghi spagnoli non avessero commesso un reato contro la morale (ammesso che qualcuno voglia considerare in questi termini un tradimento), ma quello imperdonabile di lesa maestà nei confronti della ricca, bella, vincente, intelligente, regina del pop. Non a caso il suo esercito di follower non si è tirato indietro nella campagna denigratoria della scialba studentessa. Che però, udite udite!, è ancora lì al suo posto, accanto a Piqué: profilo basso, mai un’intervista o un’uscita sgarbata. Non converrebbe a nessuno, certo. E meno di tutti a lei, che a 23 anni si è innamorata, ricambiata, del compagno di un’altra. E che al contrario di Shakira non fattura: Clara Chia ancora paga.