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 2026  agosto 06 Giovedì calendario

DiCaprio e Bezos si sono messi a salvare gli animali in via di estinzione

L’ultima volta che il tema ambiente e Jeff Bezos sono stati accostati era in occasione del matrimonio del fondatore di Amazon. Era giugno 2025 e montava l’indignazione per l’impatto ambientale della folla di jet privati che avevano invaso la laguna veneziana con a bordo i vip invitati alla cerimonia. Ora parliamo di nuovo di Bezos e ambiente insieme, ma l’aggiunta della variabile Leonardo DiCaprio cambia del tutto la prospettiva (pure lui al matrimonio di Bezos aveva partecipato munito di cappellino). Sul tavolo c’è un investimento da 200 milioni di dollari che il nuovo «Phoenix Species Project» utilizzerà per tutelare 100 tra le specie animali e vegetali a maggiore rischio estinzione sul nostro Pianeta, costruendo una rete di interventi in 30 Paesi.
Il progetto nasce dalla comunione di intenti tra l’attore premio Oscar e attivista ambientale di lungo corso, lo scienziato Wes Sechrest – insieme hanno fondato nel 2021 l’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla protezione e al ripristino della biodiversità «Re:wild» – e Jeff Bezos con il suo «Bezos Earth Fund», alla cui guida c’è proprio lady Amazon, all’anagrafe Lauren Sánchez. Il riferimento alla fenice, l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri, sembra rifletterne l’ambizione: dare una seconda possibilità alle specie più minacciate, prima che sia troppo tardi. Tra loro c’è ad esempio il sifaka dalla corona dorata, un lemure del Madagascar. Il piccolo mammifero di appena quattro chili per 50 centimetri di lunghezza vive esclusivamente in una piccola porzione di foresta tropicale e assiste impotente alla quotidiana erosione del suo habitat provocata dalla deforestazione. Sempre in Madagascar è a rischio l’esistenza di un altro lemure, l’indri, il cui verso si può sentire fino a due chilometri di distanza ed è cacciato per la sua carne. Nell’elenco c’è poi la singolare tartaruga gigante dal guscio molle (la variante cinese è considerata un piatto molto prelibato): secondo gli esperti, del rettile sprovvisto di capace potrebbero essere rimasti in natura non più di tre esemplari. E non è chiaro se tra questi ci sia almeno una femmina. Ma non mancano le specie vegetali: tra loro c’è la magnolia colombiana, i cui alberi possono raggiungere i 25 metri di altezza e di cui sono rimasti solo 70 esemplari.
Ogni progetto sarà costruito su misura con la consulenza di esperti dei vari settori di intervento. Sul sito del progetto si citano il ripristino degli habitat, contrasto al bracconaggio e al commercio illegale, allevamento e riproduzione in strutture specializzate, reintroduzione in natura e successivo monitoraggio. Inoltre, una quota significativa dei finanziamenti sarà destinata alle organizzazioni locali e alle comunità indigene, considerate partner essenziali nella gestione delle aree che ospitano la maggiore biodiversità.
«Le specie sono il battito cardiaco degli ecosistemi», ha dichiarato DiCaprio annunciando il progetto. «La ricerca ha dimostrato chiaramente che le specie sull’orlo dell’estinzione sono spesso quelle che costituiscono il fulcro di alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo», ha aggiunto l’attore. Ed è nelle sue parole che si trova l’obiettivo ultimo dell’ambiziosa iniziativa: «Proteggendo queste specie, proteggiamo anche le foreste, le zone umide, le praterie e gli oceani da cui dipendono». Insomma, la Terra.