la Repubblica, 5 agosto 2026
Il Giappone si è riarmato
Proprio mentre in cinque stati – Michigan, Virginia, Kansas, Missouri e Washington – primarie fratricide vedono progressisti e moderati contendersi il voto dem, la campagna elettorale di Donald Trump è ripartita ieri dallo stato più liberal d’America: la California. Guardando al voto di midterm, e oltre. Il presidente ha infatti preso di mira il governatore del Golden State, Gavin Newsom – da lui soprannominato Newscum, “nuova feccia” – potenziale candidato dem alle presidenziali 2028 e fra i critici più feroci della Casa Bianca, spesso “trollata” con post dove ironizza su The Donald. I due sono d’altronde in guerra da quando, sei mesi fa, il presidente ha inviato la Guardia Nazionale a Los Angeles senza il consenso delle autorità locali per gestire le proteste a sostegno degli immigrati. La rara visita (prima in 18 mesi) di Trump nello Stato considerato così ostile da fargli minacciare il blocco dei fondi federali nel pieno dell’emergenza incendi di un anno fa, è nata col dichiarato intento di evidenziare le differenze fra le politiche della Casa Bianca e quelle dem su economia, frontiere e sicurezza: sperando di rafforzare il sostegno ai Repubblicani alle elezioni di novembre, dove per il controllo del Congresso conterà ogni voto in ogni singolo distretto. Il presidente fatica a convincere gli elettori della validità del suo programma economico: inflazione alta e incertezza della guerra oscurano i guadagni del mercato azionario di cui lui spesso parla, ma che non toccano le tasche della gente comune. Un recente sondaggio Ap-Norc ha rilevato che solo il 31% degli americani approvava la gestione economica della Casa Bianca: il 69% definiva “pessime” le condizioni del Paese. Durante la cena di raccolta fondi organizzata dal Comitato nazionale repubblicano presso il suo National Golf Club a Rancho Palos Verdes, Los Angeles, Trump ha dunque contrapposto il suo programma alle politiche di Newsom, accusandolo di «aver aumentato le tasse, aver permesso frodi nei programmi finanziati dai contribuenti e aver protetto pericolosi immigrati clandestini». Il governatore aveva già reagito preventivamente ieri, attaccando l’amministrazione sul salario minimo federale: «Noi lo stiamo aumentando a 17,40 dollari l’ora, più del doppio dei vostri 7,25 dollari». La California è anche fra i 25 stati dem che lunedì hanno avviato un’azione legale contro i nuovi dazi imposti da Trump. Oggi il presidente è invece a Las Vegas, dove parlerà ancora di economia e sgravi fiscali. Una tappa altrettanto cruciale per il midterm: lo Stato è infatti guidato dal governatore repubblicano Joe Lombardo, che a novembre si scontrerà col dem Aaron Ford in una competizione particolarmente agguerrita. Proprio ieri sono comparsi cartelloni in cui i dem collegano la visita di Trump all’aumento dei costi nel Nevada, che ha un problema particolare: la carenza di alloggi a prezzi accessibili. Gli affitti sono infatti aumentati vertiginosamente per colpa dell’energia succhiata dai data center di intelligenza artificiale e per i tagli federali ai suoi programmi statali.