Corriere della Sera, 5 agosto 2026
Giovanna Cavalli intervista Anna Falchi, l’eterna pischella
Anna Falchi se la ride. «In effetti ho ricevuto molti complimenti. Ultimamente non mi mostro mai svestita, per una volta ho fatto eccezione, le ha scattate mia figlia Alyssa a Ischia. “Dai, mamma, mettiti lì e sorridi”. Non pensavo che suscitassero tanta attenzione».
Ora però dirà che mangia come un camionista in trattoria.
«Non proprio, però sono romagnola e mi godo la vita, ne abbiamo una sola. Faccio yoga, mezz’ora al giorno, così ho perso 6 chili. Ma il metabolismo è stato da sempre il mio migliore amico, sono più in forma adesso che qualche anno fa».
Nel 1989 sfilò a Miss Italia.
«Mi iscrisse mamma per farmi fare qualche amicizia, avevamo appena cambiato casa e città. Ero alta, magra, androgina, volevo fare la modella. Vinsi la fascia di Miss Cinema. Costanzo era presidente di giuria. “Mi sono molto battuto per te, hai un viso particolare”. Non disse che ero bella, ma diversa. Ebbi un’illuminazione. E cambiai direzione al treno. Invece che a Milano, andai a Roma. Un anno dopo stavo girando Nel continente nero con Diego Abatantuono».
Cinema ne ha fatto tanto, poi ha scelto la tv.
«Una delle ultime volte che sono stata sul set era nel 2009, per un film di Sergio Rubini, anche importante. Rimasi sconvolta perché ci hanno fatto aspettare fino alle 5 del mattino solo per un’inquadratura dei piedi. Sono troppo adrenalinica, non sto mai ferma».
Raccontò: «Il mio seno nuovo è costato 15 milioni di lire. Ho dovuto pagarlo a rate». Soldi ben spesi?
«Con seno di poi – una enne sola eh – non lo rifarei più, chi si accontenta gode. Il mio era piccolo, lo consideravo un’imperfezione, non lo era, la coppa di champagne va benissimo. Oggi a 18 anni si rifanno di tutto, naso, labbra, seno e non va bene. Sono interventi invasivi, io ho sofferto tanto. Ammetto che mi ha portato fortuna. Però sarei potuta diventare un sex symbol anche senza. A quei tempi invece i canoni estetici erano quelli. Lo considero un peccato di gioventù».
A chi deve dire grazie?
«A tutti quelli che hanno creduto in me. A Garinei per il teatro, a Guardì per la tv. E a Pippo Baudo, un grande».
La portò a Sanremo ‘95.
«Ti riceveva in camerino con la giacca, i boxer lunghi al ginocchio e le calze da uomo con la giarrettiera. Mai più viste così. Un gran signore. Ballerino incredibile, mi faceva fare dei casqué pazzeschi».
E lei in diretta scandì quelle due parole in finlandese: «Katso merta», ovvero «Guarda il mare». Una gag concordata?
«Ma no. Mi venne spontanea, dopo un balletto rap finlandese. Ero impudente e incosciente».
E Baudo la rimproverò?
«Per niente. Mi lasciava essere peperina. Dietro le quinte mi disse: “Birichina” e mi diede un buffetto».
A quel Festival scoppiò la passione con Fiorello.
«Ancora? Sono passati più di trent’anni!».
Stefano Ricucci invece lo sente ogni tanto? Che ricordo ha di quel matrimonio all’Argentario nel luglio 2005?
Il lavoro
«Ho detto no
a un podcast piuttosto famoso: mi chiedevano di parlare di sesso»
«Non si parla degli ex, per rispetto di chi ti sta accanto. Noto però con stupore che oggi si sposano ancora in tanti, le nozze non passano di moda. Ma va fatto da giovani. Dopo, l’abito bianco non ha più senso. Però il mio programma preferito è Quattro matrimoni, Costantino della Gherardesca è un mito».
Va bene, lasciamo in pace i vecchi amori e parliamo di quello in carica: Andrea Crippa, 40 anni, deputato della Lega. Vi hanno paparazzato durante un litigio al ristorante.
«Hanno interpretato male. Non stavamo affatto litigando. Come tutti noi italiani, anche io gesticolo tantissimo. Soltanto in tv mi controllo. La gente è interessata alle liti e alle corna, le coppie felici non fanno notizia».
E voi lo siete, felici?
«Certo».
Però vi prendete e vi mollate in continuazione.
«Non è vero, è successo soltanto una volta. Erano i primi tempi, dovevamo ancora conoscerci bene. Dopo sei mesi che stavamo insieme è finita».
E poi?
«Siamo rimasti separati per parecchi mesi ma... (canticchia)... la lontananza sai è come il vento... è proprio vero, la fiamma era ancora accesa. Però bisognava riconquistarsi».
Chi ha cercato chi?
«Beh, da che mondo è mondo... toccava a lui».
E che si è inventato?
«Mi ha corteggiata nel modo giusto. Di solito non credo nei ritorni di fiamma, se è finita è finita. Invece è stato bello rincontrarsi. Amarsi è un dono».
Crippa ha 14 anni in meno. La differenza di età è mai stata un problema?
«All’inizio forse sì, dopo non ci ho più pensato. Viviamo alla giornata. Ce ne rendiamo conto con i ricordi. Tipo con i cartoni animati. Quelli che vedevo io lui non li conosce. “Ah già, eri troppo piccolo”. Ma è una cosa buffa, per cui ci prendiamo in giro».
Cosa l’ha colpita di lui? Viene considerato un bel tipo.
«Lo trovo molto bello, sì. Ed è un uomo serio, leale. E poi è del Toro, come me».
Due teste dure, chissà che discussioni.
«Invece essere simili ci aiuta a capirci meglio. Certo facciamo due mestieri diversi, io sono un’artista, lui un politico, Andrea non comprende tanto la mia esuberanza. Grandissimo lavoratore, si impegna molto in tutto quello che fa e questo mi piace».
Era il vice di Salvini. Le ha presentato il capo? Vi frequentate?
La forma
«Sono romagnola e mi godo la vita, ma ho perso 6 chili facendo yoga ogni giorno»
«Eravamo a cena insieme non più tardi di ieri sera».
Chi dei due soffre di gelosia?
«Nessuno, siamo tranquilli. C’è fiducia».
Mai controllato il cellulare del suo fidanzato?
«Mai toccato il telefonino di nessuno. Nemmeno di mia figlia. Non mi impiccio. Ognuno di noi ha diritto a un piccolo mondo tutto suo. Deve essere reciproco. Io do la libertà però la pretendo».
Cosa ha imparato sull’amore che prima non sapeva?
«Non si impara mai davvero. Sono spontanea e istintiva, non gioco di strategia, sono rimasta pura. E ho ancora il coraggio di amare, molte donne si tirano indietro perché hanno paura di soffrire. Io invece mi lancio a capofitto nei sentimenti, come una ragazzina».
In amore ha più spesso sofferto o fatto soffrire?
«Ho più fatto soffrire. Pratico il ghosting, insomma sparisco, mi è successo spesso».
Non è bello.
«Lo so, anzi è una cosa brutta. Se dovessi subirlo ci resterei male».
L’ultima volta in cui ha detto: «No grazie, come se avessi accettato».
«Di recente un podcast parecchio famoso sul web mi ha proposto di parlare di sesso. Pagavano anche molto bene. Ho lasciato perdere. Non lo farei mai. Da giovane magari sei più incosciente, da grande anche no. Ci deve essere pudore, un filtro. Sono una conduttrice Rai, ho una figlia».
Alyssa ha quasi 16 anni. Che consigli di vita le dà?
«Di non cercare già una storia d’amore, ma di godersi la spensieratezza. Di prepararsi alle delusioni che verranno».
Si è pentita dei calendari sexy?
«Erano spudorati. Le donne avvenenti spesso hanno dovuto pagare questo prezzo per fare carriera. Però ormai è passato tanto tempo, sono cambiata. E non mi riconosco più in quelle immagini».
Si tolga un sassolino dai sandali tacco 12.
«C’è una definizione che non ho mai sopportato ed è quella di soubrette. Obsoleta, anacronistica. Non significa niente, non la sopporto».
Con le colleghe va d’accordo?
«Sì, sono meglio degli uomini che vogliono fare le primedonne. Sono più competitivi e insicuri».
Nemici ne ha?
«No. Anche se ho un caratteraccio, difficile e umorale. Ma quando arrivano quei momenti in cui divento burbera sono io che sollevo il prossimo dal peso di dovermi sopportare. Me ne sto per conto mio, in solitudine, tipo eremita».