Corriere della Sera, 5 agosto 2026
Tre donne accusano lo chef di De Niro e Beyoncé di violenza domestica
Era iniziata con una macedonia, è finita con un pasticcio giudiziario e mediatico dal quale – comunque vada – la carriera stellare di Jean Imbert è difficile che rimonti. Da lunedì in stato di fermo (presumibilmente fino ad oggi), lo chef dei famosi sta rispondendo punto per punto a un dossier nutrito di accuse per «violenza domestica»: almeno tre delle sue ex compagne, tra cui una Miss Francia, l’hanno denunciato per botte e umiliazioni a partire dal 2012.
Imbert s’è presentato spontaneamente al commissariato del 16esimo arrondissement di Parigi, tra la Senna e il Bois de Boulogne, la cartellina sotto al braccio e la difesa di una delle regine del foro francese, Jacqueline Laffont (che è stata legale anche dell’ex presidente Nicolas Sarkozy): «L’assistito si è recato all’udienza con molti documenti e prove – la nota dell’avvocato —, elementi solidi che sostengono la sua versione dei fatti. Intende rispondere a tutte le domande degli inquirenti». La strategia è mostrare totale disponibilità, e contestualizzare le accuse (pesanti) ricostruendo l’ambito in cui gli «scontri» sarebbero avvenuti.
Ma come è arrivato un cuoco da una stella Michelin, che impiattava per Beyoncé e curava il menu del Festival di Cannes, apriva locali da Saint Tropez fino a Miami, si dava arie da celebrity e vestiva casacche firmate, a testa bassa nella cella di una stazione di polizia?
Per capire la portata della caduta è utile ricostruire l’enormità della scalata. L’origine del successo è in una gara culinaria televisiva, come ce ne sono anche in Italia: la terza stagione di Top Chef nel 2012, sulla rete M6. Il piatto della vittoria è semplicemente un’insalata di frutta, dimostrazione un po’ guascona di poter stupire con un’apparenza ordinaria.
È la sua cifra, il recupero dei ricettari della nonnina, «Mamie» Nicole (alla quale dedicherà un libro e anche un ristorante), in una veste contemporanea: le madeleine, i pomodori ripieni, le cozze fritte.
La scalata
Il suo successo inizia
in tv, a un programma di cucina: vince con un’insalata di frutta
La struttura c’è. Al programma tv, Imbert si presenta in realtà già con una importante formazione, compresa la scuola di Bocuse a Lione, nonché l’esperienza di un suo locale a Parigi, L’Acajou, l’anacardo.
Capigliatura scarmigliata e mezzo sorriso compiaciuto, con il trionfo nello spettacolo lo chef comincia a guadagnare successo, a essere riconosciuto, fotografato, richiesto. Iniziano le frequentazioni da rivista di gossip, Imbert s’accompagna a showgirl e modelle famose del livello di Emily Ratajkowski. Colleziona contatti e guadagna posizioni.
È una progressiva ascesa. Tra casseruole e nuovi strabilianti avventure; spadella sul set per Robert De Niro, approda sull’atollo che fu di Marlon Brando in Polinesia, domina le terrazze di Dubai.
Fino all’incoronamento supremo: il primo luglio 2021 Jean Imbert succede a sua maestà Alain Ducasse alla guida delle cucine del Plaza Athénée di avenue Montaigne. Da quella vetta, però, è ora deposto «a tempo indeterminato». Ed è una capriola veloce.
La testimonianza
Rosenfeld, ex Miss Francia, ha detto che le ha rotto il naso durante una lite: c’è il referto
Inizia con un servizio del giornale Elle, il 23 aprile del 2025. Quattro delle ex compagne dello chef in maniera anonima lo descrivono come un uomo nel privato fisicamente e psicologicamente abusivo. Era una voce che circolava come pettegolezzo, si scoprirà poi a Parigi, ma dal settimanale è ora messa nero su bianco. I legali di Imbert denunciano subito un resoconto «parziale», la stessa linea che mantengono oggi.
Il quadro si aggrava perché il 19 agosto 2025 una delle accusatrici si svela: è l’ex Miss Francia Alexandra Rosenfeld, che tra le altre cose riferisce di un litigio dietro le quinte di una trasmissione tv, nel 2013, nel corso del quale Jean le rompe il naso. Il referto c’è, il cuoco non può negare, ma starebbe spiegando agli inquirenti in queste ore che è stato l’effetto esagerato di una sorta di colluttazione, una reazione difensiva eccessiva, e che comunque ne è molto dispiaciuto.
La situazione, però, peggiora ancora. Appena quattro giorni dopo le rivelazioni di Alexandra, si fa avanti Lila Salet, ex attrice e ugualmente ex fidanzata di Imbert, che parla di ossessione di controllo, costrizioni, graffi, e stavolta depone una denuncia formale.
La procura di Versailles apre un’inchiesta. Rosenfeld attende ancora, finché anche lei, lo scorso marzo, si decide a presentarsi ai magistrati. Il dossier si unifica e converge su Parigi. Secondo France Television, si allarga anche a una terza donna, per ora non identificata.
Si arriva così all’interrogatorio di questi giorni. Con la presunzione di innocenza, chiaramente, e anche l’ipotesi che, per il tempo trascorso, se anche il reato fosse provato, potrebbe essere prescritto.
Al tribunale parallelo dei media, dei social e dei club dei famosi, però, la fortuna di Imbert rischia di essersi già bruciata.