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 2026  agosto 05 Mercoledì calendario

Altri migranti morti in mare

Ci sono volute due interminabili settimane alla deriva prima di essere soccorsi. Un tempo troppo lungo per i 17 migranti morti nel tentativo di raggiungere le isole Baleari. Erano appena scoccate le tre del mattino di ieri quando il traghetto Rosalind Franklin, della compagnia Balearia (attiva nel tratto di mare che separa Barcellona dall’Algeria) ha dato l’allarme. L’equipaggio aveva notato due persone a bordo di una barca alla deriva a circa 22 chilometri a Sud Ovest di Maiorca.
Sono loro, due cittadini nordafricani, ad aver raccontato alle autorità di essere salpati in 19 due settimane prima dalle coste dell’Africa. Gli unici due superstiti dell’orrore che – riporta El País – hanno spiegato di aver gettato in mare i corpi dei compagni di viaggio ormai senza vita. La delegazione del governo spagnolo nelle Baleari ha dichiarato che ora entrambi sono ricoverati nell’ospedale universitario Son Espases di Palma per curare la grave malnutrizione in cui li ha trovati il Salvamento Marítimo iberico.
Marga Prohens, presidente del governo delle Isole Baleari, si è detta profondamente rammaricata per l’incidente che mette in luce «il volto più duro della crisi migratoria». Per poi criticare il premier Pedro Sánchez, accusato di non sapere gestire la pressione migratoria che sta premendo sulla Spagna in questi giorni a partire dall’exclave di Ceuta. È andata invece meglio ad altri 15 migranti che sono stati tutti tratti in salvo circa un’ora dopo a una cinquantina di chilometri a Sud Ovest dell’isola di Ibiza.
Negli ultimi giorni però non è stata solo la Spagna la destinazione che ha messo a rischio la vita di centinaia di migranti. Solo ieri, la guardia costiera francese ha tratto in salvo 157 persone da un’imbarcazione che ha preso fuoco nel Canale della Manica. Il gruppo di migranti era partito il giorno precedente da Veules-les-Roses, sulla costa della Normandia, ed era diretto nel Regno Unito. Reuters spiega che già nella notte tra lunedì e martedì cinque persone avevano avuto bisogno di assistenza medica. L’incendio è invece divampato quando il gommone si trovava al largo del porto di Boulogne-sur-Mer, fortunatamente senza provocare vittime.
Il 30 luglio erano invece morte quattro persone nei pressi di Dunkerque: anche loro erano a bordo di un «taxi-boat» illegale e tentavano di superare il tratto di mare che separa la Francia dall’isola britannica.