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 2026  agosto 04 Martedì calendario

I migranti, ovvero l’arma viva marocchina impiegata contro gli spagnoli (che si è riavvicinata all’Algeria)

Caro Merlo, l’intervista a Pierre Vermeren, professore di storia esperto di Marocco, quasi fa vedere quei ragazzi disperati che, a decine di migliaia, arrivano sui camion messi a disposizione dalla efficientissima polizia marocchina e, senza più controlli di frontiera, vengono spediti a nuoto come se non fossero uomini, ma un’arma viva impiegata contro gli spagnoli, colpevoli di essersi riavvicinati all’Algeria che è nemica del Marocco. Ecco, caro Merlo, al di là dei dettagli, quel che atterrisce è l’uso che il regno del Marocco fa del suo popolo, minori, bambini, nonne… Sono tutti carne per i pesci, soldati semplici come la fanteria nella prima guerra mondiale. Altro che guerra ibrida, questa è più guerra di quella combattuta con i droni. Raffaele Botti, Milano 
Nulla è ancora provato, tranne l’utilizzo dei migranti come arma. E purtroppo non è una novità, anche se il sacrificio di questa «fanteria» non era mai stato così spettacolare come a Ceuta. Di sicuro alla Spagna, che in questo momento è sotto attacco, andava offerta solidarietà. Ci voleva la generosità della mano tesa e non la miseria dell’ostilità del governo Meloni, che ha sospeso il regime di libera circolazione con la Spagna benché Ceuta non faccia parte dell’area Schengen. È un tradimento d’amore dell’Italia che si specchia nella Spagna, tifa Spagna, invidia la Spagna. Insomma, non credo che questa inutile e volgare scelta vannacciana di Meloni possa essere approvata dagli italiani, che hanno con gli spagnoli – Meloni compresa – un fortissimo rapporto che, notava Sciascia, è fondato su «parecchie somiglianze e anche molte discordanze. Si somigliano nel peggio; discordano nel meglio».