Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  agosto 04 Martedì calendario

La dieta Kennedy (che può solo essere ignorata)

Molti nutrizionisti americani e l’Associazione dei cardiologi si sono espressi contro la dieta proposta dal bizzarro ministro della Sanità Robert Kennedy (che suggerisce carne rossa a chili, latticini a gogò e un buon fardello di grassi saturi) sostenendo che «va contro decenni di evidenze e di ricerche». Il problema è che al no vax Kennedy, al negazionista del covid Trump che gli ha dato quell’incarico, alla marea di siti social, influencer, praticoni, esaltati e fattucchiere per i quali la scienza è un complotto contro di loro, delle evidenze e delle ricerche importa un fico secco. Più gliele sottoponi, più li rimandi al lavoro di generazioni di ricercatori, più gli metti sotto il naso ciò che è stato studiato, testato, controtestato, più si sentono minacciati dal loro nemico implacabile, che è la realtà. Anni fa, per cercare di aiutare un amico la cui compagna era entrata in una setta di invasati, mi rivolsi a una grande esperta di quell’infelice percorso. Mi rispose: di’ al tuo amico che non deve fare e dire niente. Qualunque cosa faccia e dica sarà interpretata dal settario come un diabolico tentativo di sviarlo dalla luminosa via di salvezza finalmente imboccata. Il tuo amico può solo sperare che la sua compagna rinsavisca da sola. Temo che avesse ragione: non c’è niente da fare. La sola cosa da dire a Robert Kennedy e ai suoi follower è dunque questa: ingozzatevi pure di bistecche e salsicce, aggiungeteci burro e formaggio, aumentate la metratura del vostro barbecue. Poi ci verrete a raccontare come è andata. Quanto all’impatto ambientale degli allevamenti intensivi, non vi preoccupate, è solo propaganda comunista.