Corriere della Sera, 4 agosto 2026
Il New York Post fa sapere che Infantino incontrerà Rubio per farsi aiutare a salvare la presidenza
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è più uomo da football americano – guizzante defensive back, ai tempi del liceo vinse una borsa di studio universitaria proprio grazie alla palla ovale – che da calcio, ma la Realpolitik è il suo pane, come si vide durante i Mondiali. Fece infatti finta d’indignarsi per l’espulsione di Balogun e commentò «ci hanno fregato». Ecco così che nel momento di grave difficoltà attraversato da Gianni Infantino a causa del progetto (cancellato) di trasformare di fatto la Coppa del mondo in un bond – immediata rivolta europea, richieste di dimissioni, rielezione nel 2027 in serio pericolo – scende in campo perfino Rubio.
Il Times di Londra scrive che Infantino chiama l’amico Donald in continuazione, e ora tocca al segretario di Stato che tra Iran, Israele, Ucraina e altre situazioni si ritrova già un’agenda discretamente affollata ma ora ha aggiunto alla lista anche il conflitto Uefa-Infantino. Il New York Post (conservatore, vicino ai repubblicani e sempre sintonizzato sulle frequenze della Casa Bianca trumpiana) ha anticipato che Infantino incontrerà Rubio per farsi aiutare a salvare la presidenza.
E su X è intervenuto Paolo Zampolli, inviato speciale di Trump per le partnership globali: «La campagna contro Infantino si è distaccata sia dalla prospettiva sia dai fatti. La struttura di investimento da lui proposta è stata introdotta senza una consultazione sufficiente, la comunità calcistica si è opposta e Infantino ha ritirato il progetto. Questa decisione merita un esame approfondito, ma non giustifica la cancellazione di un decennio di successi o la pretesa che il suo scopo fosse l’arricchimento personale. Esiste un evidente doppio standard. Quando le competizioni più ricche d’Europa aggiungono partite, aumentano i ricavi e distribuiscono miliardi all’interno del proprio ecosistema, ciò viene descritto come crescita. Quando la Fifa espande i tornei e indirizza i proventi verso le nazioni calcistiche in via di sviluppo, viene descritta come una costruzione di un impero. La proposta di investimento abbandonata aveva lo scopo di raccogliere miliardi in più per lo sviluppo globale».