Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  agosto 04 Martedì calendario

In morte di Monika Helfer

Una caduta accidentale in giardino sabato scorso, la testa sbattuta contro una pietra, trauma cranico e, per le sue conseguenze, l’indomani, domenica, il decesso. È scomparsa così, lasciando attonito e affranto tutto il mondo letterario di lingua tedesca, la scrittrice austriaca Monika Helfer, 78 anni, voce tra le più limpide, sicure, incantevoli della narrativa contemporanea. «Con la sua morte perdiamo tanta bellezza», ha detto allo «Spiegel» il suo editore, Jo Lendle, direttore dell’Hanser Verlag di Monaco di Baviera. Una vita, la sua, segnata da gravi perdite, su tutte quelle della figlia ventunenne, Paula Köhlmeier, autrice a sua volta – dei bellissimi racconti Maramba, usciti postumi per la cura della madre – e a sua volta vittima di un incidente, una caduta in montagna avvenuta nell’agosto 2003.
Di quel paesaggio fatale, il Vorarlberg austriaco – sul confine con la Svizzera e il Liechtenstein – dove era nata il 16 ottobre 1947 e dove viveva, Monika Helfer seppe narrare la storia e l’impronta lasciata sulle vicende della sua famiglia dagli anni della Grande guerra a oggi, con l’intonazione serena e maliosa che ha sedotto i lettori del suo capolavoro, I Moosbrugger, vincitore del Premio Itas del Libro di Montagna 2023, e dell’indimenticabile romanzo intitolato al padre, Josef, entrambi pubblicati in Italia da Keller rispettivamente nel 2022 e nel 2024.