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 2026  agosto 04 Martedì calendario

Universal music ha bruciato più di 9 miliardi. La media company di Bolloré crolla del 25%. Si tratta del livello più basso mai raggiunto.

Seduta da dimenticare per Universal Music Group (Umg), che venerdì ha registrato il peggior calo della sua storia in Borsa: il titolo ha perso il 25,4%, bruciando circa 9 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola giornata e scendendo da 37,6 a 28,6 miliardi di valore di mercato. Per la società, quotata ad Amsterdam dal settembre 2021, si tratta del livello più basso mai raggiunto.
A innescare la serie di vendite sono stati i risultati del secondo trimestre 2026, nonostante una crescita a doppia cifra. Escludendo l’effetto dell’acquisizione di Downtown Music, i ricavi sono aumentati del 16,6%, raggiungendo 1,37 miliardi di euro. Un dato considerato insufficiente dal mercato, che attendeva un’accelerazione fino al 19,2%.
La debolezza del trimestre, secondo Lucian Grainge, ceo e chairman di Umg, è da ricondurre alla stagionalità del business «legata ad alcune di queste uscite discografiche», ha spiegato, che porta a confidare in un miglioramento della performance nella seconda metà dell’anno. Le rassicurazioni, tuttavia, non sono bastate a placare i timori degli investitori, su cui pesa anche un rallentamento generale del mercato dello streaming musicale. Dopo anni di crescita, gli aumenti dei prezzi introdotti dalle principali piattaforme, tra cui Spotify e Apple Music, stanno incidendo sul ritmo di espansione degli abbonamenti ma coinvolge anche gruppi competitor, come Warner Music e Sony. Ulteriore preoccupazione degli investitori è l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sull’intero comparto.
Il tonfo di Umg ha trascinato anche Vivendi (controllata dal gruppo Bolloré per circa il 30%), che detiene una partecipazione di quasi il 10% nel colosso musicale: calo del 19,5% con la capitalizzazione a circa 1,67 miliardi di euro, il livello più basso dalla riorganizzazione societaria completata a fine 2024. La perdita di valore registrata in borsa da Umg arriva a quasi tre mesi dal rifiuto dell’offerta da 56 miliardi di euro presentata dall’imprenditore americano e miliardario Bill Ackman, fondatore della società di gestione di hedge fund Pershing Square Capital Management. A maggio il consiglio di amministrazione ha giudicato la proposta non adeguata, una posizione condivisa anche dal gruppo Bolloré, primo azionista della società con una quota del 18,4% del capitale.