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 2026  agosto 04 Martedì calendario

Dopo i tabacchi il governo sta pensando di tassare l’alcol

Il governo è di nuovo alle prese con il caro carburanti e con i conteggi per trovare le risorse sufficienti a calmierare la corsa dei prezzi nelle stazioni di servizio. L’intervento dello scorso 28 luglio, con il taglio delle accise di 17 centesimi di euro sul gasolio, ha dato risultati deludenti, mancando l’obiettivo di riportare le tariffe sotto la soglia dei 2 euro al litro. Il decreto di una settimana fa è costato 125 milioni di euro, senza effetti percepibili per chi fa rifornimento e il prossimo 6 agosto terminerà lo sconto di 17 centesimi. Per questo al ministero dell’Economia sono in corso i conteggi (vale ricordare che nel 2026 il governo ha già speso in totale 2 miliardi di euro nel tentativo di contenere gli aumenti) per individuare le risorse per prorogare il taglio delle accise, evitando che gli italiani il prossimo weekend di esodo estivo facciano il pieno a prezzi record.
La difficoltà per l’esecutivo risiede nello stanziamento di un fondo che abbia un effetto tangibile, in uno scenario dove le compagnie petrolifere mantengono in alto i prezzi, sulla scia di quotazioni del greggio in continua fibrillazione a causa della guerra in Medio Oriente. Una settimana fa i 125 milioni sono arrivati attingendo dalle multe dell’Antitrust e dal fondo per gli interventi di politica economica. Questa volta si parte dagli incassi legati al maggior gettito Iva, derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti nel mese di luglio, destinandoli alla riduzione delle accise.
Il meccanismo è quello delle cosidette accise mobili, ma a Via XX Settembre e a Palazzo Chigi sanno già che non basterà, soprattutto se l’obiettivo è estendere il taglio delle accise alla benzina.
Tanto che tra le ipotesi per recuperare fondi è in valutazione una tassa sull’alcol, così come nei giorni scorsi nella maggioranza era balenata l’idea di aumentare il carico fiscale sul tabacco. Nelle fila dell’esecutivo il vicepremier Matteo Salvini ha suggerito di prendere i soldi «da chi sta guadagnando come mai è successo prima, dalle banche e dalle aziende energetiche». Una strada per il momento accantonata, ma che potrebbe tornare alla ribalta in autunno, in occasione della legge di Bilancio. Nel frattempo, non è detto che il consiglio dei ministri convocato oggi approvi il decreto con la proroga. A ventilarlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, spiegando che «c’è una valutazione a livello di governo. Che poi si faccia ora in modo definitivo o che, Giorgetti permettendo, si possa fare ancora qualche operazione ponte, lo vedremo». Il taglio delle accise potrebbe, del resto, essere predisposto il 6 agosto con un decreto del ministero dell’Economia, senza ricorrere a un decreto legge. Previsto, invece, il via libera in consiglio dei ministri al decreto attuativo dell’Ai Act europeo, con la norma per stabilire che le decisioni finali relative alla risoluzione di un rapporto di lavoro non possono essere adottate esclusivamente sulla base di un trattamento automatizzato effettuato mediante intelligenza artificiale.