Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 30 Giovedì calendario

4,8 milioni di italiani vivono in un comune senza filiali

In Italia il fenomeno di riduzione delle filiali bancarie sul territorio aumenta, lasciando sempre più comuni senza sportelli, con conseguenti pressioni sullo spopolamento, e alimentando i timori che possano aumentare fenomeni come quello dell’usura. Questa la fotografia scattata nell’ultimo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, da cui emerge che, dal 2020 al 2025, i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4% da 5.102 a 4.468 su circa 7.900. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. In altri termini, sono 4.856.257 i cittadini che risiedono in comuni privi di filiali. Gli sportelli bancari (considerando anche il credito cooperativo) sono invece scesi sotto quota 30mila nel 2016 e nel 2024 è stata infranta al ribasso la soglia di 20.000, per arrivare a 19.140 alla fine del 2025 e a 18.937 a metà di giugno.
Stando all’indagine demoscopica affidata dalla Uilca all’istituto di ricerca Lab21.01., otto italiani su dieci (81,7% del campione) ritengono che la chiusura di sportelli fisici possa rappresentare “un fattore di marginalizzazione e un impulso indiretto allo spopolamento dei piccoli comuni e delle realtà rurali italiane”. L’86% degli intervistati teme, inoltre, che la chiusura delle filiali e la conseguente riduzione dell’assistenza bancaria umana possano “incidere sulla capacità dei cittadini di difendersi da frodi online e attacchi informatici”.
In parallelo, per il 77,9% degli intervistati, la chiusura degli sportelli può contribuire alla diffusione del fenomeno dell’usura. Il 76,4% pensa, inoltre, che la prossimità di una filiale bancaria incida in maniera negativa sulla propensione all’investimento in strumenti finanziari. L’87,2% risponde poi “no, non sarebbe lo stesso” alla domanda se un bancomat possa sostituire un vero e proprio sportello. Guardando invece a possibili forme di contatto tra banca e cittadini in assenza di filiali, il 51,9% degli intervistati ipotizza uno spazio nell’edificio comunale.
"La desertificazione bancaria – commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”. Quanto alle possibili soluzioni, a detta di Furlan, “è indispensabile che in ogni regione, come già avvenuto in alcune, sia avviato un osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
Al fenomeno della desertificazione bancaria si somma poi quello del consolidamento in corso, che pure tende a ridurre i presidi sul territorio. Il risiko, osserva Furlan, “deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravio del problema”.