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 2026  luglio 30 Giovedì calendario

Germania, la Cdu si ribella dopo il rimpasto di Merz

 Il cancelliere Friedrich Merz avrebbe voluto approfittare del recente passo indietro del suo capogruppo al Bundestag, Jens Spahn, per un mini rimpasto che avrebbe dovuto dare, alla vigilia di tre temutissimi appuntamenti elettorali a Est, un segnale di rinnovamento. Ma i difetti del leader della Cdu sono di nuovo venuti brutalmente a galla: invece di coordinarsi con i compagni di partito, il cancelliere ha cacciato su due piedi il ministro dei Trasporti Carsten Schnieder e una serie di sottosegretari, suscitando una reazione infuriata tra numerosi governatori, parlamentari e colleghi della Cdu.
La Repubblica


Esteri
Seguici su DiscoverGermania, la Cdu si ribella dopo il rimpasto di Merzdalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniGermania, la Cdu si ribella dopo il rimpasto di MerzIl cancelliere ha cacciato il ministro dei Trasporti e vari sottosegretari senza consultarsi con i compagni di partito, che non hanno reagito bene
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04:1829 Luglio 2026 alle 19:42 2 minuti di letturaBERLINO – Il cancelliere Friedrich Merz avrebbe voluto approfittare del recente passo indietro del suo capogruppo al Bundestag, Jens Spahn, per un mini rimpasto che avrebbe dovuto dare, alla vigilia di tre temutissimi appuntamenti elettorali a Est, un segnale di rinnovamento. Ma i difetti del leader della Cdu sono di nuovo venuti brutalmente a galla: invece di coordinarsi con i compagni di partito, il cancelliere ha cacciato su due piedi il ministro dei Trasporti Carsten Schnieder e una serie di sottosegretari, suscitando una reazione infuriata tra numerosi governatori, parlamentari e colleghi della Cdu.
Berlino, la promessa di Merz: “Reagiremo al terrore”. Paura per il Pride di Amburgodalla nostra inviata Natasha Caragnano28 Luglio 2026
Al posto di Spahn, come capogruppo al Bundestag Merz ha voluto un suo fedelissimo, l’attuale capo della cancelleria Thorsten Frei (il sì è arrivato ieri da 170 deputati su 185). La poltrona di Frei va a una donna, l’attuale ministra della Sanità, Nina Warken. Il nuovo ministro dei Trasporti è un altro uomo del cancelliere, Carsten Linnemann, ex segretario generale del partito.
Ma l’ennesima debacle politica e comunicativa di Merz è conclamata, l’umore nella Cdu color pece. Qualcuno, come il politico di lungo corso Dennis Ratke, è arrivato a evocare lo scandalo che affossò Helmut Kohl: “La situazione della Cdu è più seria che durante lo scandalo dei fondi neri”. Il ‘cancelliere della Riunificazione’ si rifiutò di fare i nomi dei donatori segreti del partito e si dimise soltanto dopo che una giovane e brillante dirigente della Cdu lo costrinse a farlo scrivendo una lettera di fuoco alla Faz. Quella donna si chiamava Angela Merkel, tanta acqua è passata sotto i ponti ma dopo un anno scarso al timone della Germania, il suo più acerrimo nemico, Friedrich Merz, sembra arrivato già al capolinea.
Nell’ultimo sondaggio la sua Cdu è crollata al 21%. E nel partito sono ricominciate a circolare prepotentemente voci su una sua sostituzione in autunno, dopo le elezioni nei land dell’Est. O, al più tardi dopo le elezioni in una regione fondamentale come il Nordreno-Westfalia, nella primavera del 2027. Voci che sono continuamente emerse in questo tormentato primo anno del suo governo. Ma stavolta dal partito noto per la sua fedeltà nibelunga al capo – soprattutto se cancelliere – è partita una raffica di bordate senza precedenti.
In una riunione a porte chiuse dei giorni scorsi, il leader del partito di Brema, Heiko Strohmann, ha urlato a Merz “non sei a capo di un’impresa, ma di un partito”. È un’accusa che gli viene mossa spesso: l’ex top manager di Blackrock continua a comportarsi come se fosse un capo azienda e non un leader politico il cui principale imperativo è garantirsi il necessario consenso intorno alle decisioni che vuol prendere.
L’ondata di sfiducia è ormai diffusa anche nei potenti land. La Cdu in Sassonia-Anhalt, dove si vota il 6 settembre e l’Afd è oltre il 40% nei sondaggi, ha disdetto una riunione con il cancelliere prevista per fine agosto a Magdeburgo. I maggiorenti regionali non vogliono che Merz gli rovini ulteriormente la campagna elettorale. Un umore che è venuto fuori in modo scioccante anche da una lettera della Cdu della Renania-Palatinato – ironia della sorte, il land di Helmut Kohl – in cui si legge che il partito si rifiuta di incontrare il cancelliere: “manca la necessaria base di fiducia”. Il governatore, Gordon Schnieder, è il fratello del ministro cacciato in malomodo. E anche lui è convinto di aver vinto le recenti elezioni in primavera nonostante, e non grazie, a Merz.
Il leader della Cdu in Baden-Wuerttemberg, Manuel Hagel, ha ironizzato sulla strategia comunicativa di Merz: “non è esattamente da premiare”. Il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, infuriato per la cacciata di una sottosegretaria della sua regione, Christiane Schenderlein, ha detto “non capisco affatto questa decisione”. Qualcuno, a microfoni spenti, parla di “grave erosione del potere” del cancelliere. E ragiona sul fatto che “la sua unica fortuna è che ora scatta la pausa estiva”.