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 2026  luglio 30 Giovedì calendario

venezia, arrestato in un camping l’ex marito di Jenny Ocampo, ex ministra del Perù. Non pagava gli alimenti

Era arrivato da poche ore, aveva piazzato la sua roulotte con la moglie e la figlia di 8 anni, quando nel camping di Fusina si sono presentati gli agenti con in mano il «red notice» dell’Interpol per arrestarlo. Un’operazione che in realtà non è stata semplice, in quanto non è stato subito chiaro in qualche piazzola si fosse sistemato e dunque le forze dell’ordine hanno dovuto girare tra tende, camper e caravan per trovarlo. Lunedì un uomo tedesco di 65 anni è stato arrestato nel campeggio di Marghera sulla base di un mandato di arresto internazionale, che peraltro recitava un preoccupante «reati contro minori», che poteva far immaginare violenze o pedopornografia: da qui anche l’urgenza del blitz.
In realtà sull’uomo da quasi quattro anni pende una richiesta della Corte superiore di giustizia di Lambayeque, cittadina del Perù, per l’accusa di non aver versato all’ex moglie e ai tre figli avuti con lei una cifra attorno ai 15 mila euro. Il problema è però che la donna in questione non è una persona qualunque, bensì Jenny Ocampo, ex ministra dell’Agricoltura a Lima, anche se il suo ruolo nel governo guidato da Pedro Castillo è durato un battito di ciglia: da settembre a novembre 2022, quando era tornata al suo lavoro di ingegnera agronoma. La sua passione era però anche quella della politica, visto che in precedenza era stata anche vicegovernatrice proprio della regione di Lambayeque.
Per l’avvocato Leonardo De Luca non è detto che questi trascorsi istituzionali della vittima non abbiano inciso sulla severità della richiesta di arresto. Il reato contestato, «omissione dell’assistenza familiare», in Italia è infatti un reato minore, che ha una pena minima di 15 giorni, e peraltro riguarda solo la violazione di provvedimenti del giudice, non di accordi stragiudiziali come era in questo caso; mentre il trattato che regola le estradizioni tra Italia e Perù parla di reati con condanne ad «almeno un anno». Motivo per cui quando mercoledì in Corte d’appello si è tenuta la prima udienza sul caso, i giudici veneziani hanno subito scarcerato l’uomo, dopo due notti in cella, seppur imponendogli in questa fase di non lasciare il nostro paese.
In realtà il suo legale sta già valutando di chiedere la possibilità che ritorni in Germania, perché altrimenti rischierebbe il posto di lavoro. L’avvocato De Luca ha sostenuto che non c’è alcun pericolo di fuga, visto che è ben integrato nella sua città tedesca. L’uomo era stato arrestato anche un anno fa a Budapest, sempre per lo stesso motivo, ma poi i giudici ungheresi lo avevano liberato perché lì il mancato pagamento degli alimenti non è nemmeno un reato.