corriere.it, 30 luglio 2026
Riconoscimento facciale con l’AI, Bruxelles: «Negli spazi pubblici è vietato dall’AI Act»
Confronto a distanza tra Bruxelles e Roma sul cosiddetto «riconoscimento facciale» che è al centro di uno schema di decreto legislativo passato mercoledì in commissione al Senato e oggi in esame alla Camera per i necessari pareri.
Il decreto prevede che si potrà conservare per sette giorni (nei luoghi ritenuti sensibili) i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera. Un provvedimento fortemente contestato dalle opposizioni.
Il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier ha spiegato che «il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’Intelligenza artificiale (AI Act), quindi è applicabile già dall’anno scorso e diventerà esecutivo entro quest’anno»
«Non vogliamo che con l’IA ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto» aggiunge il portavoce. E aggiunge: «Sul caso specifico italiano», del decreto legislativo in discussione in Italia, «non ho tutti gli elementi, quindi non sto giudicando in anticipo ciò che sta accadendo attualmente in Italia», precisa.
Dal canto suo, Palazzo Chigi ribatte che «sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria». «L’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale – fanno sapere fonti di Palazzo Chigi – Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo».