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 2026  luglio 30 Giovedì calendario

Gigi D’Alessio perde la causa sui diritti delle prime canzoni

Gigi D’Alessio perde il primo round giudiziario per i diritti dei suoi primi sei album contro la sua prima casa discografica, la Zeus srl di Napoli. Ma i suoi legali annunciano appello.
Tra il 1992 e il 1998 l’artista napoletano aveva scelto la società Zeus Record Srl per la realizzazione dei primi dischi della sua carriera: Lasciatemi cantare (1992), Scivolando verso l’alto (1993), Dove mi porta il cuore (1994), Passo dopo passo (1995), Fuori dalla mischia (1996) ed È stato un piacere (1998). Contemporaneamente aveva sottoscritto con una società, sempre collegata a Zeus, contratti di edizione musicale, e i relativi bollettini Siae, per tutte le opere contenute in questi album. D’Alessio poi si era rivolto al Tribunale di Napoli per chiedere di annullare o risolvere i contratti d’edizione, sostenendo «la mancanza di rendiconto, l’assenza di compensi specifici per i diritti di sincronizzazione (come l’abbinamento dei brani alle immagini cinematografiche o televisive) e una presunta inerzia della società nella promozione delle sue opere».
I giudici napoletani hanno chiarito in sentenza che la legge non impone all’editore un obbligo di rendiconto periodico «se questo non è stato espressamente concordato dalle parti». I contratti stipulati tra Gigi D’Alessio e Zeus srl quindi sono stati ritenuti perfettamente validi ed efficaci, in quanto prevedevano una controprestazione economica ben precisa, abbinata alle percentuali sui «diritti di pubblica esecuzione e fonomeccanici» regolarmente denunziati e ripartiti tramite la Siae.
I giudici Forziati, Colandrea e Trotta del Tribunale di Napoli nella sentenza di primo grado, pubblicata nei giorni scorsi, hanno dunque rigettato sia la richiesta dell’artista di rientrare in possesso dei diritti Siae con restituzione degli incassi, sia la domanda dell’ex editore che chiedeva a sua volta la condanna del cantautore per lite temeraria.
Gigi D’Alessio voleva rientrare in possesso di tutti i diritti dei suoi primi sei dischi, perché a suo dire la Zeus srl non aveva adempiuto correttamente a quanto pattuito. Il Tribunale di Napoli gli ha dato torto e lo ha condannato anche a circa 10mila euro di spese legali.
«Faremo appello – afferma l’avvocato Eugenio D’andrea – sapevamo che era una causa pioneristica, serve un correttivo a un meccanismo di grande ingiustizia sui diritti d’autore in genere e il rapporto con l’editore. Sono contratti atipici e molto vecchi, e alcuni andrebbero modificati. Così per quei sei album i diritti vanno divisi al 50%». Si parla di centinaia di migliaia di euro all’anno.