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 2026  luglio 30 Giovedì calendario

Sotto accusa a Niscemi. Ma per il dirigente bonus da 70.000 euro

La Procura di Gela gli contesta omissioni che avrebbero concorso a causare la frana di Niscemi, la Regione siciliana ne premia l’efficienza con un bonus da 70 mila euro. È il caso di Sergio Tumminello, ingegnere nominato soggetto attuatore delle misure contro il dissesto idrogeologico dal governo Schifani a novembre del 2024 e finito sotto inchiesta, ad aprile scorso, insieme ad altri 12, nell’indagine aperta dopo il crollo.
Una storia tutta siciliana con paradossali coincidenze temporali. Il 25 gennaio scorso un enorme movimento franoso trascina a valle mezzo centro storico, due giorni prima Tumminello aveva attestato che la struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico da lui guidata, nel periodo compreso tra il 22 novembre 2024 e il 31 dicembre 2025, aveva centrato gli obiettivi assegnati. Una autopromozione che cozza con quanto mesi dopo gli contesta la Procura che lo accusa di negligenza. Secondo i pm, infatti, Tumminello e gli altri indagati, a Niscemi non avrebbero realizzato gli interventi necessari «alla mitigazione dei rischi idrogeologici» noti da 30 anni. L’autovalutazione dell’ingegnere comunque arriva al governatore Schifani che la avalla dando il via libera al premio. Ma a fare le pulci all’operato della struttura regionale non è solo la procura. La Corte dei Conti, in una relazione sul dissesto idrogeologico, ha denunciato ritardi nell’attuazione degli interventi finanziati in Sicilia. Ai magistrati contabili, nel 2024 risultava conclusa una sola opera, decine invece sarebbero ancora in alto mare. La struttura commissariale ha risposto attribuendo i ritardi ai tempi fisiologici delle gare. Ancor prima, inoltre, durante l’attuazione dell’Accordo di coesione sottoscritto fra Governo e Regione che destinava 650 milioni di euro alle opere contro il dissesto idrogeologico, una parte degli interventi gestiti dalla struttura di Tumminello era stata oggetto di rilievi da parte dell’Autorità di Bacino. A maggio del 2025, l’Autorità aveva infatti segnalato che decine dei 141 progetti inseriti nel programma non apparivano coerenti con le finalità del finanziamento che attenevano alla tutela del territorio e non alla riqualificazione urbana. Lo scopo dell’accordo, faceva notare in soldoni l’Autorità, non è realizzare panchine, lampioni o strade, ma attenuare il rischio idrogeologico.