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 2026  luglio 30 Giovedì calendario

Usa e Riad colpiscono l’Iraq. Trump torna a minacciare Teheran

L’Iran ha lanciato cinque missili contro la base giordana di Muwaffaq Salti, che ospita le forze statunitensi: sono stati tutti intercettati e distrutti senza vittime né danni. L’attacco è avvenuto dopo che gli americani, insieme ai sauditi, hanno colpito le milizie filo-iraniane in Iraq, uccidendo venti miliziani e ferendone trentadue. Sono segnali preoccupanti dell’espandersi della guerra nella regione.
Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha detto ieri sera che gli Stati Uniti risponderanno agli ultimi attacchi iraniani: «È il nostro turno». Ha aggiunto che «si vedrà» se c’è un accordo a un certo punto «ma colpiremo molto duramente». Il presidente ha spiegato anche di essere stato informato che un drone ha colpito ieri una nave-cisterna americana per il trasporto di gas nel porto di Damietta, in Egitto. Si è poi detto scettico sulle notizie di un trasferimento di armi dalla Cina all’Iran: «Sarebbe sorprendente, cose del genere succedono ma mi sorprenderebbe perché lui mi ha detto molto nettamente che non parteciperà», ha detto Trump riferendosi al leader Xi Jinping.
L’intervento saudita in Iraq arriva dopo che Riad aveva accusato le milizie irachene negli ultimi due giorni di lanciare droni contro le infrastrutture petrolifere saudite. Le milizie colpite, appartenenti alle Forze di mobilitazione popolare (gruppi sciiti che lottarono contro l’Isis e poi riconosciuti dal governo di Bagdad come una formazione militare indipendente all’interno dell’esercito iracheno) hanno negato di aver colpito i sauditi. Il presidente iracheno Nizar Amidi ha condannato gli attacchi: «Una violazione della sovranità» del Paese. La visita in Arabia Saudita del premier iracheno Ali Al-Zaidi, da poco tornato da Washington, è stata rimandata a data da destinarsi. L’esercito statunitense ha dichiarato che i caccia statunitensi e sauditi hanno colpito anche diversi siti logistici e depositi di armi nell’est dell’Iraq – sempre in risposta ai presunti attacchi di droni contro l’Arabia Saudita. Il ministero della Difesa saudita ha avvertito che Riad «non cerca l’escalation ma risponderà ad ogni aggressione».
Un altro gruppo appoggiato dall’Iran – gli Houthi in Yemen – ha invece confermato di aver preso di mira i sauditi con i droni al fine di bloccare le esportazioni di petrolio di Riad attraverso un altro snodo commerciale cruciale in Medio Oriente: lo stretto di Bab el-Mandeb che unisce il Mar Rosso al Golfo di Aden. Gli Houthi affermano che i loro attacchi sono una risposta alla violazione dello spazio aereo yemenita da parte di droni sauditi. Le immagini satellitari mostrano danni all’impianto di lavorazione del petrolio di Abqaid, di Saudi Aramco, come pure a una raffineria saudita presso Jazan, sulla costa del Mar Rosso (temporaneamente chiusa, normalmente produce 400mila barili al giorno).
La crescita della cooperazione regionale contro l’Iran tra i Paesi arabi del Golfo era stata segnalata già nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, che ha rivelato che all’inizio di luglio Bahrein e Kuwait avrebbero segretamente inviato i loro caccia per colpire direttamente l’Iran – per la prima volta – in risposta agli attacchi da loro subiti poiché ospitano basi americane. I raid avrebbero colpito depositi di droni e di missili in Iran. Gli Emirati, che hanno attaccato direttamente l’Iran diverse volte all’inizio della guerra, hanno fornito le informazioni di intelligence e lo «scudo aereo» difensivo a Bahrein e Kuwait per quei raid. Dopo la pubblicazione dell’articolo sul Journal, il Kuwait ha negato ogni coinvolgimento, mentre il governo del Bahrein ha rifiutato di commentare.
Intanto una proposta dell’Oman presentata all’Iran per la gestione dello Stretto di Hormuz è stata respinta da Teheran. La proposta prevedeva di dividere lo Stretto in due rotte, facendo passare metà del traffico da ciascuna rotta. L’Iran vuole far transitare le navi attraverso le sue acque territoriali. Il regime sottolinea che «non si ritornerà mai alla situazione precedente alla guerra», quando le navi commerciali passavano liberamente attraverso lo Stretto. Trump ha detto ai giornalisti di volere che l’Iran venga preso di mira dal pacchetto di sanzioni contro la Russia intitolato al senatore Lindsey Graham in discussione al Congresso.