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 2026  luglio 29 Mercoledì calendario

Abuso di energy drink, è allarme giovanissimi

Promettono carica per corpo e mente. In estate, freddi con o senza zucchero, hanno il loro momento di gloria. Fino a qualche anno fa quasi esclusivo appannaggio dei giovani adolescenti ora sono diventati “patrimonio” anche dei più piccoli. Tanto che i pediatri hanno deciso di indagare quanti sono i bambini, parliamo di under 9, che bevono regolarmente gli energy drink. Bevande non alcoliche ma cariche di sostanze stimolanti. La ricerca si è basata su interviste a 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni. La pratica clinica doveva aver fatto supporre ai medici che quei preparati diventano familiari molto presto tra i bambini. I risultati hanno confermato le loro supposizioni. Quasi 4 adolescenti avvezzi consumatori su 10 hanno iniziato a bere energy drink prima dei 12 anni. E, in alcuni casi, anche prima dei 9. L’analisi del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria è stato pubblicato sull’ultimo numero dell’Italian Journal of Pediatrics.
Il dato più preoccupante è l’età del primo sorso: il 39,2% prima dei 12 anni e il 49% tra i 12 e 14.
I pediatri raccomandano di evitare il consumo sotto i 18. A oggi, non esiste una vera e propria definizione scientifica che descriva gli energy drink, o che li classifichi in una certa categoria di prodotti. Quella che conosciamo è una definizione comune. Gli energy drink, nello specifico in Italia, sono registrati come bevande di consumo generico e, talvolta, anche come integratori naturali.
Ciò che manca è la descrizione degli effetti che si possono avere sull’organismo se consumati in grosse quantità nonostante contengano un sovraccarico di stimolanti. Un mix di caffeina, taurina e guaranà. A differenza di altri Paesi europei, in Italia non esiste oggi alcun limite di età per l’acquisto degli energy drink. Mentre nei giorni scorsi il Governo britannico ha confermato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, quelle con oltre 150 milligrammi per litro.
La caffeina contenuta negli energy drink può causare effetti indesiderati a livello centrale e cardiovascolare, come palpitazioni, aritmie, tachicardia, irrequietezza, nervosismo, irritabilità e insonnia. Alcuni studi hanno evidenziato inoltre gravi rischi cardiovascolari (aumento della frequenza cardiaca, battito irregolare, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa) associati a queste bevande.
«Le bevande energetiche non sono semplici bibite – spiega Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria ma un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze, dalla taurina al guaranà e alla L-carnitina che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti queste miscele non sono adeguatamente studiate. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni. Non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti. Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato».
Diversi studi, in passato, avevano ipotizzato che l’azione stimolante delle bevande energetiche, fa sapere il sito della Federazione degli Ordini dei medici, potesse mascherare la sensazione di essere ubriachi, con la conseguenza di un consumo più irresponsabile di alcolici. Oggi sappiamo che non è così: la caffeina non ha alcun effetto sul metabolismo dell’alcol e non dà la sensazione di essere sobri. In più, non è rara, tra gli adolescenti, l’abitudine di mischiare queste bevande analcoliche con l’alcol.
«Nei ragazzi predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco – sottolinea Elena Bozzola, del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria – che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca. A questo si aggiungono ansia e interferenze con i meccanismi di maturazione cerebrale. In una fase in cui il sistema nervoso è ancora in evoluzione».
Consumare più di sette energy drink a settimana può aumentare il rischio di asma, rinite allergica e dermatite atopica. Studi su modelli animali suggeriscono che il consumo combinato di energy drink e alcol potrebbe danneggiare la plasticità dell’ippocampo, causando cambiamenti molecolari associati ad alterazioni elettrofisiologiche e comportamentali. Oltre la metà degli adolescenti intervistati (52%) riconosce che le bevande energetiche possono comportare rischi per la salute. Ma quando si analizzano le risposte più in dettaglio emergono forti lacune: più del 55% non conosce le linee guida e un ragazzo su quattro ritiene che siano sicuri in adolescenza. I ragazzi percepiscono un rischio generico, ma non conoscono le conseguenze concrete. E la facilità di acquisto non li fa entrare nella categoria dei “pericolosi”. Oltre un terzo degli adolescenti coinvolti nello studio si dichiara favorevole all’introduzione di regole più restrittive.