il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2026
Rizzo addio: Toscano vince la conta e Dsp scinde l’atomo
Misteri buffi di un piccolo partito antisistema. Democrazia Sovrana Popolare, la creaturina di Marco Rizzo e Francesco Toscano, ha perso il suo duce ex comunista. Non è riuscita a scalfire Bruxelles, la Nato o il capitalismo finanziario – per un pelo – ma si è incagliata nel grande classico della commedia politica italiana: due leader, una sigla, una resa dei conti fratricida.
Il sipario è calato in queste ore, dopo l’assemblea di domenica al Seraphicum di Roma. Toscano si è presentato davanti agli iscritti con la sua linea: Dsp è autonoma, non va a destra o a sinistra e soprattutto non si fa sedurre dalle “sirene vannacciane”. Toscano spiega al Fatto: “Eravamo nati per tenere insieme, in piccolo, il meglio della cultura socialista e del cattolicesimo politico. Cosa c’entra Vannacci con questa storia?”. Il congresso approva quasi all’unanimità. Anche perché Rizzo, vero leader mediatico di questa forza stabilmente sotto al 2%, nemmeno si presenta.
Archiviato il rituale democratico, Toscano ratifica con tono da circolare prefettizia: “Non esistono due linee, ma una sola”. Insomma, caro Marco, puoi anche essere invitato ogni tanto in qualche salotto televisivo – “peraltro scadente”, precisa con una carezza – ma qui o ti adegui o fai le valigie. In termini ancora più chiari: “Dsp non è nata per trovare una poltrona a Rizzo a tutti i costi”. La risposta, impassibile, è un roboante “manifesto politico” su YouTube, in cui Marco elenca le magnifiche sorti e progressive del rizzismo.
Così il movimento nato per abbattere le élite si deve accontentare di un orizzonte meno profondo. Toscano rivendica la titolarità del consenso tra gli iscritti, Rizzo il proprio capitale mediatico. Entrambi si rivolgono al popolo, per lo più all’insaputa del popolo stesso. È un epilogo quasi poetico: il partito che prometteva di restituire la sovranità all’Italia è finito a dilaniarsi su chi fosse il proprietario del giocattolo. L’Europa intanto tira un sospiro di sollievo.