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 2026  luglio 29 Mercoledì calendario

Burnham vuole meno università e più scuole professionali

“L’università non è l’unica via per il successo, anzi. Per troppo tempo, in questo Paese, agli studenti è stato detto che per avere successo e ottenere rispetto bisognava seguire il percorso accademico. Invece, bisogna attribuire al casco da cantiere lo stesso valore del tocco di laurea”.
Sono le parole, forti, del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, che così demolisce il credo del precedente premier laburista Tony Blair. Secondo quest’ultimo, i laureati dovevano essere almeno il 50% dei diplomati del Regno Unito. Per Burnham, invece, si tratta di un approccio antiquato e soprattutto non corrispondente alla realtà: sempre più spesso, oggi certe lauree non garantiscono più quel sogno o posto di lavoro per cui si è studiato per molti anni. Mentre ci sono sempre più carenze di figure professionali manuali o di operai specializzati.
Secondo gli ultimi studi, il 36% dei laureati britannici oggi svolge una professione per cui non serve avere una laurea, mentre circa il 3% è disoccupato: "Ci sono giovani nel sistema dei sussidi, ragazzi poco più che ventenni, che sono stati gravemente abbandonati”, sostiene Burnham, che ieri ha lanciato una idea rivoluzionaria: le scuole di tutta l’Inghilterra dovranno adattare i propri programmi scolastici alle esigenze delle imprese locali, nell’ambito di un piano di decentramento dei poteri volto ad affrontare la crisi occupazionale che colpisce i giovani.
Come racconta il Guardian, trasferendo il processo decisionale ai territori, il premier spera che il piano contribuisca a dare alle competenze tecniche e professionali lo stesso valore delle qualifiche accademiche, contribuendo al tempo stesso a ridurre la spesa per i sussidi. Ispirato in parte al cosiddetto “Greater Manchester Baccalaureate”, introdotto da Burnham quando era sindaco di Manchester, il progetto affiderà alle scuole il compito di rendere i programmi destinati agli studenti dai 14 anni in su più rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro locale, insegnando competenze tecniche accanto alle tradizionali materie accademiche.
Nel modello delle scuole di Manchester, accanto alle materie tradizionali – inglese, matematica e scienze -, gli adolescenti possono scegliere di orientare il proprio percorso di studi verso un impiego in uno dei sette settori individuati come strategici: edilizia ed economia verde; industrie creative, cultura e sport; digitale e tecnologie; istruzione e servizi per la prima infanzia; servizi finanziari, aziendali e professionali; sanità e assistenza sociale; manifattura e ingegneria. Quella di Burnham è una svolta a 180 gradi rispetto alle politiche dell’istruzione degli ultimi trent’anni in Inghilterra. Blair annunciò l’obiettivo di portare il 50% dei diplomati all’università durante la conferenza del Labour del 1999, dando impulso a un forte aumento del numero di studenti universitari. Il traguardo è stato raggiunto per la prima volta nel 2019. Ora si cambia tutto.
Definito da Downing Street come “un cambiamento fondamentale del sistema educativo”, il piano dovrebbe entrare in vigore nel settembre 2028, con sindaci e altri leader locali che collaboreranno con scuole, college e datori di lavoro per progettare percorsi di formazione tecnica costruiti sulle esigenze occupazionali del territorio. Parallelamente, verranno destinati finanziamenti prioritari alle qualifiche tecniche e professionali, mentre l’Ofsted (l’ente britannico che ispeziona le scuole) riceverà indicazioni affinché riconosca il valore di tali percorsi al pari delle qualifiche accademiche tradizionali.
Perché, oltre a concedere alle autorità locali un maggiore controllo sull’istruzione dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni, per Burnham l’obiettivo è affrontare il crescente problema dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso formativo (Neet) e correggere quella che considera un’eccessiva enfasi sui percorsi universitari: “Per troppo tempo, in questo Paese, agli studenti è stato detto che per avere successo e ottenere rispetto era necessario seguire il percorso accademico. L’intero sistema scolastico è stato costruito attorno a questa idea, penalizzando i giovani che desideravano conseguire qualifiche tecniche, trattandoli in molti casi come studenti di serie B. Voglio un sistema educativo fondato sulla piena parità tra formazione accademica e tecnica, che offra a tutti i giovani un percorso chiaro verso il proprio futuro. Da oggi, la Gran Bretagna attribuirà al casco da cantiere lo stesso valore del tocco di laurea”. E il dibattito nel Regno è aperto.