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 2026  luglio 29 Mercoledì calendario

A Montichiari è caccia al varano

La prima volta che l’ha visto non credeva ai suoi occhi. Al suo racconto non ha creduto nemmeno il suo datore di lavoro: “figurati se c’è un varano nel mio campo” gli ha detto. La seconda volta così Dhanoa, contadino di origini indiane addetto all’irrogazione di una delle tante aziende agricole della bassa bresciana, l’ha fotografato e ora al lucertolone originario della Nuova Guinea nascosto tra le pannocchie di granoturco, ora credono tutti. Dal sindaco di Montichiari, che ha vietato ai suoi cittadini di camminare su una buona porzione del territorio comunale, ai carabinieri forestali e agli agenti della Polizia provinciale, che gli stanno dando la caccia con le più avanzate tecnologie, fino alla rete che ha preso la sua immagine e l’ha trasformata nel meme dell’estate.
Del grosso rettile – dalla foto scattata gli esperti stimano possa essere lungo 1 metro e mezzo e pesare circa 20 chili – per ora però nessuna traccia. Dopo l’ultimo avvistamento, che risale alla notte tra venerdì 17 e sabato 18 luglio, il varano non ha più incrociato le impronte di umani. C’è chi sostiene di aver sentito rumori strani provenire dai campi, chi si è visto dimezzare il pollaio, ma lui, moderno Nessie di provincia, pare essere svanito nel nulla. Gli agenti della Polizia provinciale da alcuni giorni, all’alba di ogni giorno, alzano in volo droni dotati di termocamere nella speranza di individuarlo. Un’impresa non facile: il varano è un animale a sangue freddo, la sua temperatura corporea è determinata da quella esterna, e gli scanner si attivano solo se in presenza di organismi sensibilmente piu caldi o più freddi dell’ambiente. Per ora la caccia ha restituito la presenza di numerosi animali, soprattutto fauna a misura delle sue fauci.
Il varano a Montichiari potrebbe aver trovato pane per i suoi denti: l’acqua dei canali irrigui per dissetarsi e topolini, conigli, nutrie per nutrirsi. Il che lascia i ricercatori pensare che non si sia allontanato granché e che potrebbe essere ancora nell’area di 300mila metri quadri che il sindaco Marco Togni ha interdetto a ciclisti, runner e a tutti coloro che sono abituati a prendere le stradine di campagna che da Montichiari portano a Calcinato per una camminata in cerca di refrigerio all’ombra dei campi di mais. “Gli esperti – dice a Repubblica il primo cittadino – ritengono che sia una bestia cresciuta in cattività e che sia abituata a prendere cibo dall’uomo, ma anche in grado di procurarsene da sé. Ho voluto emettere l’ordinanza a tutela dei cittadini che frequentano la zona: non vorrei mai che ci fosse un incontro ravvicinato e che lo zio (così lo definisce scherzosamente il sindaco, ndr) morda o azzanni qualcuno. L’invito, in caso lo si avvisti, è ad evitare di avvicinarlo e di tentare di catturarlo. Potrebbe avere tossine velenose nei denti. Ci si limiti a chiamare il 112”.
In attesa del suo prossimo avvistamento, il varano è la star dei social. Con l’uso dell’intelligenza artificiale, c’è chi se l’è piazzato sul divano di casa, chi in piscina, chi davanti al forno della pizza, e chi addirittura in piazza mentre sorseggia un pirlo, l’aperitivo bresciano per antonomasia. Se mai un giorno sarà individuato meno voglia di scherzare avrà il proprietario del bestione, probabilmente divenuto troppo ingombrante da gestire in casa. La detenzione di animali come il Varanus Salvadorii è vietata in Italia e punita con multe salatissime.