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 2026  luglio 29 Mercoledì calendario

Germania: “Nel Paese centinaia di islamisti”

Dei sette milioni di musulmani che vivono in Germania il «potenziale islamista» riguarda 28.645 persone, secondo i dati del ministero dell’Interno. Si tratta di soggetti che sostengono un’interpretazione dell’Islam politica e anticostituzionale. Di questi, 9.110 sarebbero pronti ad azioni violente. Questa cifra assorbe insomma, «accanto al potenziale terroristico-islamista, persone che sono “orientate alla violenza”». Dai numeri emerge che dal 2011 hanno lasciato la Germania in direzione Siria o Iraq circa 1.200 persone. Il 40% è tornato; circa 150 hanno esperienza di combattimento o sono stati addestrati militarmente. E ieri i quotidiani hanno pubblicato un dettaglio ulteriore, in particolare sul potenziale terroristico: sono 410 gli estremisti islamici pericolosi.
Nell’ambito delle indagini sull’attentato al Pride è emerso intanto un video sul cellulare di Abdul Ballou in cui rivendica in arabo l’azione e giura fedeltà all’Isis. Il filmato è stato girato il 25 luglio – il giorno dell’atttacco. La notizia è stata confermata dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, che ha aggiunto che «l’uomo nel filmato è mascherato». Il politico della Csu ha aggiunto che gli inquirenti stanno esaminando anche altri «contenitori di dati» sequestrati. Il cellulare di Ballou è stato rinvenuto nel camioncino con cui si era scagliato contro la folla del Tiergarten, sabato sera. Probabilmente lo ha perso prima di fuggire. Insieme al telefono la polizia ha trovato il fodero di un machete.
Gli inquirenti hanno anche ricostruito il percorso della fuga: grazie ai cani da fiuto hanno scoperto che Ballout ha attraversato il parco ed è passato in mezzo alla folla del Pride prima di salire su una sopraelevata alla stazione di Friedrichstrasse. Probabilmente per raggiungere Spandau, dove si è nascosto in un orto urbano fino alla sera successiva, quando la polizia gli ha sparato, uccidendolo, dopo che il terrorista li aveva aggrediti con un’arma da taglio. Secondo la Zeit nella famiglia di Ballout ci sarebbero altri militanti jihadisti: una zia sarebbe sposata con un esponente importante del radicalismo islamico e due cugini avrebbero combattuto per l’Isis.
Intanto, travolta dalle polemiche per la decisione di aver scarcerato prematuramente Ballout, la presidente del tribunale di Berlino, Andrea Diekmann, ha pubblicato un comunicato per giustificarsi. I togati avrebbero ascoltato un inquirente e un’esperta di Islam prima della decisione sulla libertà vigilata. «Ovviamente si è discusso anche della pericolosità dell’inquisito». Ma durante i colloqui non si è parlato di Ballout come di un “soggetto pericoloso”. Quando il tribunale ha poi deciso di scarcerare Ballout la procura avrebbe fatto ricorso contro la sentenza, non contro la libertà condizionale. E una portavoce della corte ha aggiunto che «per la prevenzione dei rischi sono responsabili gli apparati di sicurezza e non i tribunali».
Non si placa ovviamente il dibattito sulle conseguenze da trarre dall’orribile attacco che ha causato una morta e ventinove feriti. Dobrindt ha annunciato un pacchetto che punta a introdurre il braccialetto elettronico «come standard» per soggetti pericolosi. E intende formulare regole unitarie sulla carcerazione preventiva. Terzo: «L’applicazione del diritto per i minori a soggetti pericolosi adulti è inaccettabile». A Ballout, nonostante avesse 21 anni e avesse cercato di aderire all’Isis quando era già maggiorenne, il tribunale di Berlino aveva applicato il codice penale minorile per “immaturità”. Infine: dopom l’attacco al Pride la Spd ha chiesto che un paragrafo contro la discriminazione in base all’identità sessuale venga inserito nella costituzione.