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 2026  luglio 29 Mercoledì calendario

Giustizia, lo scoglio intercettazioni

Dentro Forza Italia si attende quella che il senatore Pierantonio Zanettin chiama «una decisione saggia e prudente»: che Ignazio La Russa, cioè, dichiari inammissibili – o improponibili – gli emendamenti sulle intercettazioni. Un modo per sminare il terreno. Il presidente del Senato deciderà stamattina alle 10. Ieri, però, Fratelli d’Italia quell’emendamento, che scava un solco nel centrodestra, lo ha ridepositato in Aula, dopo la spaccatura in commissione. Poco dopo che il guardasigilli Carlo Nordio era stato avvistato a Palazzo Chigi, pare per incontrare il sottosegretario Alfredo Mantovano.
L’escamotage è sostanzialmente tecnico: l’intervento, richiesto dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, di ampliare l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate, è contenuto in due emendamenti (primi firmatari Sandro Sisler e Gianni Berrino di FdI) al decreto Giustizia che contiene norme su migranti e asilo. L’inammissibilità, dunque, sarebbe relativa al contenuto del provvedimento. Il nodo, tutto politico, però resta. FI non intende approvare l’estensione delle intercettazioni, considerandola un attacco ai principi garantisti di cui si fa portatrice. FdI già annuncia che la ripresenterebbe. «Noi siamo contrari – ha ribadito anche ieri il leader azzurro e vicepremier Tajani —, quell’emendamento non lo possiamo votare. Ma credo che sia inammissibile».
Una posizione ferma, più ancora di quella sulla reintroduzione delle preferenze, nella legge elettorale, in discussione sempre al Senato. Sul tema i forzisti lavorano da giorni a una faticosa mediazione che dovrebbe concretizzarsi oggi, dopo la riunione di gruppo presieduta dallo stesso Tajani, alle 14. Probabilmente con un ok alle preferenze ma con la previsione anche di altre modifiche. I tempi così si allungherebbero. Uno slittamento sgraditissimo alla premier. Infatti mentre si parla di un rinvio a fine agosto del termine per gli emendamenti, circola voce che un gruppo di senatori di FdI stiano raccogliendo le firme per calendarizzare la riforma elettorale alla ripresa dei lavori a settembre. «La coalizione di centrodestra non si basa su due emendamenti – getta acqua sul fuoco il vicepremier –, troviamo sempre la soluzione più giusta per garantire unità. Anche sulle preferenze è solo una tempesta in un bicchier d’acqua».
Oggi, dopo la decisione di La Russa, il decreto Giustizia potrebbe avere il via libera in Senato. Il tempo stringe: entro l’11 agosto deve essere varato anche dalla Camera.