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 2026  luglio 28 Martedì calendario

Nuovo scisma: i Redentoristi transalpini nominano un vescovo

Dopo la clamorosa frattura consumatasi nelle scorse settimane a Écône, in Svizzera, con le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio della Fraternità San Pio X, un’altra crepa si è aperta nel mondo del tradizionalismo cattolico. Questa volta le dimensioni sono assai più ridotte, ma il significato ecclesiologico è persino più radicale. Nell’arcipelago scozzese delle Orcadi, i Redentoristi transalpini hanno consacrato vescovo il loro superiore generale, padre Michael Mary Sim, senza l’autorizzazione del Pontefice e, soprattutto, dopo avere ormai negato apertamente la legittimità degli ultimi papi.
La consacrazione è stata conferita da Pierre Roy, vescovo canadese appartenente all’area sedevacantista, affiancato da Rodrigo Ribeiro da Silva e Fernando Altamira. La diocesi cattolica di Aberdeen aveva avvertito nei giorni precedenti che si sarebbe trattato di un atto «illecito» e di una «grave disobbedienza», destinato a configurare una vera rottura della comunione ecclesiale. Il vescovo Hugh Gilbert aveva parlato esplicitamente di un «atto di scisma», ricordando che i consacranti non riconoscono Leone XIV come legittimo successore di Pietro.
L’omelia pronunciata da Pierre Roy durante la cerimonia ha confermato la portata della frattura.
Secondo quanto riferito dal sito tradizionalista Integrity, il presule ha sostenuto che «la religione del Concilio Vaticano II e la fede cattolica sono incompatibili». Citando il libro dell’Apocalisse, ha identificato la «Babilonia» destinata a cadere con il Vaticano contemporaneo, definendolo «dimora dei demoni» e luogo nel quale, negli ultimi settant’anni, si sarebbero consumati «ogni sorta di abomini». Roy ha richiamato anche la presenza della Pachamama nei Giardini Vaticani durante il Sinodo per l’Amazzonia e gli incontri interreligiosi di Assisi promossi da Giovanni Paolo II, invitando infine i fedeli ad abbandonare «la nuova Chiesa» per tornare, a suo dire, alla vera fede cattolica.
Parole che fotografano una distanza ormai non più soltanto disciplinare, ma dottrinale. Se la Fraternità San Pio X continua infatti a riconoscere il Papa, pur contestando alcune riforme conciliari, i Redentoristi transalpini hanno imboccato una strada diversa. Con la dichiarazione The Dogma to Steer By, pubblicata nel maggio scorso, hanno negato la legittimità di tutti i pontefici da Paolo VI fino a Leone XIV, collocandosi di fatto nell’orbita sedevacantista.
La loro storia racconta però un percorso molto più articolato. La comunità nacque l’8 dicembre 1987 con la benedizione di monsignor Marcel Lefebvre. Dopo le consacrazioni illecite di Écône del 1988, alcuni religiosi diedero vita a una comunità monastica ispirata alla liturgia tradizionale e alla spiritualità di sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Il primo monastero sorse nel Kent, a Warden Manor, prima del trasferimento, nel 1999, sull’isola di Papa Stronsay, che ancora oggi rappresenta la casa madre dell’istituto.
Per alcuni anni sembrò prevalere la via della riconciliazione. Favoriti dal motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, nel 2008 i Redentoristi rientrarono nella piena comunione con la Santa Sede. Nel 2012 il vescovo di Aberdeen li eresse canonicamente come istituto religioso con il nome ufficiale di Sons of the Most Holy Redeemer. Le loro costituzioni ricevettero l’approvazione definitiva nel 2016.
Quella riconciliazione, tuttavia, si è progressivamente dissolta. Le tensioni con le autorità ecclesiastiche sono riemerse prima in Nuova Zelanda, dopo una visita apostolica richiesta dalla Santa Sede e diverse contestazioni relative anche a esorcismi non autorizzati. Successivamente la rottura con Roma è diventata esplicita, fino al rifiuto dell’autorità papale e alla consacrazione episcopale appena celebrata.
Significativa è anche la figura del consacrante. Pierre Roy non appartiene infatti alla successione apostolica derivante da Marcel Lefebvre, ma alla cosiddetta linea Thục, la genealogia episcopale che rappresenta oggi il principale riferimento del sedevacantismo internazionale. Roy è stato consacrato nel gennaio 2024 in Brasile da Rodrigo Ribeiro da Silva, la cui successione risale all’arcivescovo vietnamita Pierre Martin Ngô Đình Thục.
Quest’ultimo rappresenta una delle figure più controverse del cattolicesimo del Novecento. Arcivescovo di Huế e protagonista della Chiesa vietnamita, dopo il Concilio Vaticano II maturò la convinzione che la crisi della Chiesa avesse investito la stessa autorità pontificia. Tra il 1976 e il 1982 procedette così a una serie di consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, dando origine alla linea dalla quale discendono gran parte dei vescovi sedevacantisti contemporanei.
È proprio questo il passaggio più significativo della vicenda. Con la consacrazione di Michael Mary Sim, i Redentoristi transalpini non si limitano a ripetere un gesto canonicamente illecito. Abbandonano definitivamente l’universo lefebvriano nel quale erano nati per approdare a quello sedevacantista, dove non viene più contestato soltanto il  Vaticano II, ma la stessa legittimità dei pontefici che lo hanno recepito.
Dal punto di vista numerico il fenomeno rimane marginale. Sul piano simbolico, tuttavia, conferma come il tradizionalismo cattolico stia conoscendo una progressiva frammentazione. Accanto alla Fraternità San Pio X, che continua a riconoscere il Papa pur mantenendo un rapporto irregolare con Roma, emergono gruppi sempre più piccoli ma ideologicamente più radicali, per i quali la crisi della Chiesa non riguarda soltanto alcune riforme conciliari, bensì la stessa continuità del papato postconciliare.