repubblica.it, 28 luglio 2026
La tragedia di Sonia Exelby, che ha pagato per farsi uccidere
La storia di Sonia Exelby è così tragica che non mancherà qualche serie “true crime”. Del resto, già diversi podcast americani si sono appassionati a raccontare il suo dramma, pubblicando anche i dettagli più turpi. Eppure, Sonia Exelby era solo una ragazza inglese di 32 anni afflitta da disagio personale e problemi mentali. E così l’anno scorso avrebbe pagato un killer 54enne americano, adepto a un culto pagano, per torturarla e ucciderla. Ora l’uomo, Dwain Hall, è in carcere e accusato di omicidio, ma lui si difende dicendo di aver solamente soddisfatto i voleri di Sonia.
Il caso è tremendo, complicato, perverso. Una sola cosa è certa: Sonia Exelby, di Portsmouth, Regno Unito. è la tragica vittima. Ultima di sei figli, chiamata “Lamby” (agnellino) dalla sua famiglia per il carattere dolce e docile, Sonia viene presto data in adozione a un’altra famiglia perché la sua non riusciva ad assicurarle cure e sostentamento. Finisce accudita da una coppia di borghesi in Hampshire, come racconta un’approfondita inchiesta del Telegraph. Ma, appena maggiorenne, vuole conoscere genitori e fratelli e sorelle biologici. Nel frattempo, Sonia molto talentosa in musica, si iscrive all’università.
Eppure, Exelby, una ragazza sino ad allora apparentemente piena di vita, presto inizia a soffrire di depressione e di altri disturbi mentali. Dopo i venti anni, lascia l’università e si chiude sempre di più, in se stessa, nel suo piccolo appartamento, e nel mondo online. Inizia a limitare sensibilmente i rapporti con amici e famiglia, si dedica solo ai videogiochi e alle chat in Internet. Nel 2023 si isola quasi completamente, inizia a consultare forum online di gente che si vuole suicidare e poi Motherless.com, un portale porno hardcore e fetish, e altri siti sadomaso.
Nel novembre 2023, Sonia confida alle sorelle di essersi imbattuta in un sito di sadici americani pronti ad uccidere donne vulnerabili, quale certamente è Exelby. Quest’ultima inizia a condividere le sue fantasie suicide e immagini porno con vari utenti, tra cui un uomo con il nickname di “alphasadist”. Che altri non sarà che il suo assassino Dwain Chadwick Hall, di vent’anni più anziano di lei, e residente in Florida. Con lui interagisce sulla chat protetta di Telegram e organizza la sua fuga in America già nell’agosto 2024. La famiglia avvisa la polizia, che sostiene di non poter incriminare nessuno, ma sequestra computer e cellulare di Sonia, promettendo che alla giovane donna non sarà permesso di lasciare il Regno Unito.
Non sarà così. Meno di un anno dopo, nell’aprile 2025, Exelby riesce a organizzare la sua fuga in Florida insieme a Hall, che le chiede 10mila dollari per ripagare un debito con il fisco americano. Sonia gliene offre almeno 4mila per aiutarla a raggiungere la Florida e ucciderla, o, come dice lei, per “liberarla dalle trappole dell’umanità”. Hall, che vive con una moglie gravemente malata e una suocera disabile, accetta. Exelby assicura alla famiglia di non voler lasciare l’Inghilterra. Ma la mattina dopo, soltanto con uno zainetto, vola verso l’America.
Sonia e Hall si incontrano in un Airbnb nel cuore della Florida selvaggia, poco fuori Reddick, tra querce e cedri. Meno di un’ora prima dell’arrivo della donna, come raccontano gli investigatori, l’americano si reca in un grande magazzino Walmart vicino all’aeroporto di Gainsville, dove acquista una pala, una corda lunga circa 15 metri, un detergente per armi da fuoco, una corda in paracord e uno spray deodorante.
Di lì iniziano le indicibili torture per la giovane donna, che scrive a un amico online: “Mi ha detto di ucciderlo se voglio vivere. Si sta facendo la doccia, ma sono chiusa a chiave, non posso scappare. Il mio tempo è finito”. Questi sono alcuni degli ultimi, drammatici messaggi di Sonia, che dopo sesso brutale sadico e dopo qualche ora, tra l’11 e il 12 ottobre 2025, viene uccisa con quattro coltellate da Hall, come sostengono gli inquirenti e come lui stesso ha confessato ai poliziotti: “La stronza è morta"
Prima però, Hall costringe Exelby a ritirare migliaia di dollari per lui e poi a registrare un video in cui la induce a confessare che è “stata lei a costringerlo di ucciderla”, filmato che poi l’uomo cancellerà ma senza successo, perché gli inquirenti riescono comunque a recuperarlo. Hall, ex fattorino di pizza e fedele ad Anubi (il dio della morte dell’antico Egitto) poi seppellisce la donna in un bosco lontano decine di chilometri e si libera dei suoi vestiti in un cassonetto di indumenti usati a decine di chilometri nella direzione opposta, come racconta il quotidiano inglese. Ma la polizia, grazie alle tracce lasciate dal suo cellulare e da suoi messaggi a conoscenti, ricostruisce tutti i movimenti di Hall, rinviene il cadavere di Sonia una settimana dopo e lo incastra.
Ginger Stein, la 44enne moglie di Hall, ancora difende il marito assassino: “Non è il mostro che tutti continuano a dipingere, non è come se fosse andato a caccia di qualcuno… è stata lei a cercare lui. Non in modo malizioso, ma è stata lei a prendere l’iniziativa”, ha detto incredibilmente al Telegraph, “credo davvero che ci tenesse a quella donna. Forse ha rivisto in lei una persona malata come me e ha provato compassione”. Il processo per Hall continua e si dovrebbe arrivare alla sentenza alla fine di quest’anno.
La famiglia di Sonia ha dichiarato in un comunicato ieri, in suo ricordo: “Era una persona davvero meravigliosa, dentro e fuori. Aveva un’anima di una dolcezza infinita, tanto che aveva scelto di diventare vegana perché non sopportava l’idea che un animale dovesse soffrire solo perché lei potesse mangiare. Questo era il suo modo di essere: gentile, compassionevole e colma di un amore silenzioso. Era incredibilmente talentuosa. Sonia suonava il pianoforte con una naturalezza straordinaria e, quando cantava, aveva la voce di un angelo. Sonia era una di quelle rare persone che ti facevano sentire completamente libero di essere te stesso. Non giudicava mai, non criticava mai: accoglieva semplicemente le persone così come erano e le amava per questo. È qualcosa che molti di noi porteranno con sé per sempre”.