la Repubblica, 28 luglio 2026
L’eredità di Epstein alla dentista bielorussa
Una ragazza bielorussa che sognava di diventare dentista ha attraversato la vita del più famoso pedofilo della storia recente americana. Lo ha amato, catturato con la voglia di fare sesso, inondandolo di video porno e materiale erotico – come ricostruito in un recente articolo del New York Times – ma è stata forse l’unica a dirgli in faccia che la sua tratta di giovani donne era una «cosa sporca». È stata l’ultima persona che Jeffrey Epstein chiamò dal carcere, la sera del 9 agosto 2019, prima che il finanziere venisse trovato morto in cella il mattino dopo. E quella a cui lui ha lasciato gran parte del suo patrimonio, circa cento milioni di dollari, più un anello di diamanti in «previsione del matrimonio».
Karyna Shuliak adesso ha 37 anni, è diventata dentista e l’anno scorso ha preso un master in odontoiatria alla Columbia University. Ne aveva quasi 22 quando nel marzo 2011, assistente in uno studio dentistico a 15 dollari l’ora, incontrò a New York il finanziere, 58 anni, e cominciò a inseguire il suo sogno americano deformato: lo avrebbe realizzato grazie a un manipolatore seriale, già condannato in Florida per aver costretto una minorenne a prostituirsi. Shuliak è il personaggio che mostra il lato più inquietante del potere del finanziere: la sua capacità di trasformare il bisogno in legame. Era arrivata dalla Bielorussa con il desiderio di diventare dentista per riscattare la storia della famiglia, che aveva sofferto le miserie della vita post-sovietica. Un’amica siberiana del finanziere aveva mostrato a Epstein una foto di Karyna. Lui volle conoscerla, ascoltò la sua storia e le promise ciò che cercava: un futuro come dentista americana. La fece entrare alla Columbia, grazie al legame con due baroni della facoltà. Le diede una casa a Manhattan, carta di credito, vestiti, viaggi. Agli amici la presentava come la sua preferita. Lei divenne l’amministratrice del suo patrimonio. Poi Epstein le aprì la strada alla cittadinanza Usa, facendole ottenere la carta verde grazie a un matrimonio combinato con una donna americana, una delle ragazze dell’harem. «Una donna», le scrisse in una mail, «avrebbe destato meno sospetti».
Shuliak, nonostante la gratitudine, aveva preso le distanze dal giro di Epstein. «Se non è troppo chiedertelo, per favore divertiti ma tienimi lontana da tutto questo», gli aveva scritto. Secondo il quotidiano Usa, lei lo amava. Una volta lo aveva definito «l’uomo più puro tra tutti gli uomini». Non è accusata di esserne stata complice e non è mai diventata una sua accusatrice. La domanda che emerge non è perché una ragazza bielorussa si fosse innamorata di un uomo di quel tipo con più del doppio dei suoi anni, ma quanto si è disposti a vedere davvero dentro le persone che ti offrono il futuro che hai sempre desiderato. Shuliak, probabilmente, non risponderà, e tantomeno lo farà in attesa di incassare i soldi. Ma un prezzo potrebbe averlo pagato: rinunciare al suo sogno. Fino a febbraio lavorava come dentista a New York, ma ha dovuto lasciare dopo che una cliente l’ha riconosciuta. Dopo la pubblicazione di tre milioni di file del caso Epstein, tra cui foto e mail personali, il suo volto e la sua storia resteranno per sempre legati al finanziere.