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 2026  luglio 28 Martedì calendario

Tajani: «Abbiamo deciso di utilizzare il Safe». La Lega frena

«Abbiamo deciso di utilizzare Safe, in fondo europeo per l’acquisto di armi,  chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno. Formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto come investirli nell’anno successivo». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo nel dibattito nel seguito dell’informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Il fondo Safe (Security action for Europe) è stato creato dall’Unione Europea per agevolare e sostenere le spese per la difesa degli Stati membri. Ammonta in totale a 150 miliardi. Il meccanismo prevede l’erogazione di prestiti a lunga scadenza (rimborsabili in 45 anni) e a tassi agevolati per l’acquisto di armamenti (per accrescere le capacità militari dei singoli Stati), principalmente da aziende e gruppi industriali europei. Oltre ai Paesi Ue anche l’Ucraina è stata ammessa al fondo Safe. 
Anche il ministro della difesa Guido Crosetto, dopo Tajani, è intervenuto sull’attivazione del Safe: «Il Safe, per come è stato impostato, è uno strumento di finanziamento della difesa militare, non aggiuntivo ed è alternativo ai Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro al fine dell’anno. La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo, a settembre, sullo  0,9 per la difesa e lo 0,6 per l’energia». Crosetto è intervenuto nel corso  dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara  davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.
La questione del sostegno alle spese militari era divenuta centrale con l’esplosione della guerra in Ucraina e dopo che i Paesi Nato avevano assecondato la richiesta di Donald Trump di innalzare le spese per la difesa al 5%. 
Il governo italiano era stato a lungo indeciso sul ricorso al Safe: con l’avvicinarsi della campagna elettrorale dell’anno prossimo e con le crescenti incertezze economiche non si voleva concentrare gli sforzi di bilancio sulle spese militari. 
E i dubbi persistenti all’interno della maggioranza sono stati espressi dal senatore della Lega Claudio Borghi: «Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani sui fondi Safe. Non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento sulla base dei dati di opportunità e convenienza» scrive su X l’esponente salviniano.  «"Prenotazione” dei 15 miliardi è, come è noto, solo una manifestazione di interesse», aggiunge.
L’Italia dovrà prendere una decisione definitiva entro la fine dell’anno ed era stata più volte sollecitata dalla Ue a sciogliere il dilemma. Anche oggi Bruxelles ha ricordato la scadenza: «La situazione italiana va chiarita il più rapidamente possibile, ma oggi arriva un messaggio rassicurante, che dichiara di voler rispettare il budget» ha detto il portavoce della Commissione Thomas Regnier rispondendo alle domande dei giornalisti sull’apertura dell’Italia al prestito Safe.
Oltre all’Italia, hanno deciso di attingere al Safe anche la Danimarca (per 46,8 miliardi), la Polonia (43,7), la Romania (16,7) e la Francia (15). Il governo Meloni ha prenotato 14,9 miliardi, ma come hanno specificato Tajani e Crosetto, entro la fine dell’anno verrà deciso quanti spendernie effettivamente.