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 2026  luglio 28 Martedì calendario

Fedez annulla i tour. «Sono ancora fortunato ad essere sotto questo cielo»

Dodici giorni fa è diventato padre per la terza volta. Quattro giorni dopo era di nuovo in ospedale, per la riapertura di una vecchia ulcera causata dall’asportazione di un tumore al pancreas. Il sole di una vita che nasce e l’ombra di una nuova angoscia che arriva. Quasi uno scherzo del destino, quello con cui Fedez convive ormai da quattro anni, un’abitudine a cui non ci si abitua mai.
«Quando sei in ospedale aspettando l’ultima trasfusione di sangue ti senti vacillare – ha scritto Fedez su Instagram –, pensi che il tuo tempo stia per finire o giù di lì. Proprio mentre sta iniziando un’altra vita, quella di tuo figlio piccolo. In questi giorni, la paura di non poter riabbracciare le persone a me più care, i miei figli, mi ha fatto vedere il cielo in un altro modo. Un’altra volta ancora. Non è cosa guardi, ma quello che vedi. Il mio corpo ha alzato la mano per l’ennesima volta e mi ha detto “fermati”. Ora a dirmelo ci sono anche i medici, ed è quello che farò».
Fedez ha confermato così le dimissioni dall’ospedale e il suo rientro a casa, la foto lo ritrae di spalle mentre guarda lo skyline di Milano all’imbrunire, che contrasta con i colori vivi dei suoi tatuaggi sulla schiena che virano dal verde al rosso. «Tornato a casa, il cielo è sempre lo stesso – scrive ancora il rapper —. Orizzonti diversi ma tutti sotto lo stesso cielo. A volte non ci pensiamo, ma l’unico bene prezioso che veramente abbiamo è il tempo, spesso puntuale nel farci capire molte cose in ritardo. Tutti felici, tutti scontenti, tutti vivi».
Inevitabile la cancellazione di tutti gli impegni dal vivo tra agosto e settembre. «Ma senza sconforto, anzi. Mi sento ancora una volta fortunato ad esser sotto questo cielo. Rifaremo insieme tutto ciò che sarò costretto a sospendere».
Sul Gruppettino Segretino (si chiama così) di Instagram aggiunge altre riflessioni per gli iscritti. La delusione per l’annullamento dei concerti, in particolare al Forum di Milano, in realtà è tanta: «Non riuscirò a spiegare a parole cosa significasse per me il concerto di settembre al Forum, avrei voluto arrivare con un disco nuovo, stavo lavorando giorno e notte per una cosa per me bella. Avevo voglia di fare qualcosa di speciale per chiunque avesse voluto esserci». Il sogno e la realtà, la testa tra le nuvole ma i piedi che ti riportano a terra, il desiderio e lo sconforto: «Poi c’è la realtà, un corpo che da anni mi sta urlando pietà e che continuamente metto alla prova senza mai rallentare, ora non posso più dare la precedenza ai sogni, anche se fa male. Sarei più irresponsabile di quello che già non sono stato durante questa porzione di esistenza».
Adesso gli serve un periodo di cure e recupero, ma mentre guarda avanti, rivolge anche lo sguardo al passato recente: «Arrivo da due esperienze a Sanremo che mi hanno dato tantissimo, ma hanno chiesto tanto in termini fisici per uno che il peso di quel palco lo sente tutto e cerca di reggerlo con tutte le forze che ha in corpo consapevole di non essere un fuoriclasse. Vorrei poter dire di essere arrivato a quel maledetto traguardo della mia vita in cui i giudizi non mi trapassino la carne da parte a parte, eppure non è ancora così del tutto. Osservo un mondo che corre sempre più veloce, ed essere costretto a non doverlo più rincorrere da un lato fa male, da un altro suona come una liberazione».