Corriere della Sera, 28 luglio 2026
Londra dona la tecnologia «aiuta droni» a Kiev
Volodymyr Zelensky in missione sulla direttrice Regno Unito-Usa. Ieri il presidente ucraino ha incontrato il neo premier britannico Andy Burnham nella base navale britannica di Portsmouth, sulla portaerei Queen Elizabeth, a un centinaio di chilometri da Londra. Oggi, ancora una volta, sarà alla Casa Bianca con Donald Trump. Secondo le indiscrezioni pubblicate dall’agenzia Reuters, Trump e Zelensky potrebbero mettere a punto la proposta di una tregua nei cieli (stop ai bombardamenti reciproci) da girare a Vladimir Putin. Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha fatto sapere di «non aver visto nulla di specifico, a parte le notizie di stampa». Poco prima, la portaparola del ministero degli Esteri, Maria Zakharova aveva detto che il governo russo «è aperto a discutere nuove proposte». È intervenuto anche Putin, nel corso di un incontro con i militari della Marina a San Pietroburgo. «Sono convinto – ha affermato il presidente russo – che prima o poi l’Ucraina perderà i territori occidentali che una volta appartenevano alla Polonia, alla Romania e all’Ungheria. Ci vorrà un anno, due anni, 10 anni o 15 anni. Ma alla fine, la storia rimetterà le cose al loro posto». Putin ha ricordato come «Stalin raggruppò quelle regioni in un unico Stato, non immaginando che un giorno Mosca si sarebbe separata da Kiev». I richiami storici sono parte integrante della visione putiniana: l’idea che si possa ritornare agli equilibri di un passato ormai lontano, con la «Russia vera garante dell’integrità territoriale ucraina».
La dinamica della guerra, però, sembra puntare in un’altra direzione. Zelensky ha scritto sui social che nella notte tra domenica e lunedì scorsi, i droni ucraini hanno colpito diversi depositi di petrolio, in particolare uno destinato all’esportazione, nella città di Rostov. E ha aggiunto questo commento: «Stiamo portando avanti le nostre azioni a lungo raggio per ridurre la capacità russa di finanziare il conflitto». Armi e diplomazia, quindi. Nel Regno Unito, Zelensky ha incassato il sostegno del nuovo governo. Burnham si è insediato lunedì 20 luglio e subito aveva chiamato Kiev. Non solo: ha scelto Zelensky come suo primo ospite straniero. I due, vestiti completamente di nero, dopo i convenevoli di rito, hanno discusso dello «Stone Cloak», il «Mantello di pietra», messo a punto dall’industria britannica. È un apparecchio elettronico, grande come un tablet, da montare sui droni. Il «Mantello» emette segnali che confondono gli intercettori nemici, impedendo l’identificazione e l’abbattimento dei velivoli. Nei mesi scorsi il ministero della Difesa del Regno Unito ne ha consegnati migliaia all’esercito di Kiev. Ma Burnham, dando seguito all’opera del suo predecessore Keir Starmer, ha deciso di condividerne la tecnologia con il governo di Kiev. Le industrie ucraine potranno, dunque, produrlo su larga scala e in tempi più ridotti.
L’«intesa della Queen Elizabeth» tra Burnham e Zelensky è un’ulteriore conferma del cambio di passo nel rapporto tra gli ucraini e gli alleati. Finora i partner hanno procurato soprattutto fondi per Kiev. Il Regno Unito è tra i principali finanziatori con un totale di circa 29,3 miliardi di euro.