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 2026  luglio 26 Domenica calendario

Estate ai tempi di Hormuz: ferie più brevi e spezzettate

Due virgola sette euro. A Roma, sull’A1, il costo del gasolio al litro si avvicina drammaticamente a quel prezzo siderale. Lo stesso succede a Milano. E la benzina? Si tocca il picco di 2,40 euro nella Capitale, di 2,60 nel capoluogo lombardo. Certo, se invece della formula “servito” ci si affida al “self service”, qualcosa si risparmia, ma la realtà è che le cifre che vediamo ai distributori sono il simbolo delle ferie ai tempi della chiusura dello Stretto di Hormuz. Preoccupati dagli aumenti dei costi dei carburanti, degli hotel, dei biglietti aerei soprattutto sul lungo raggio, ma anche dalle tensioni in alcune aree del mondo, gli italiani stanno scegliendo periodi di ferie brevi, chi può anche più di uno nell’arco dell’estate, e distanze ridotte. Per questo c’è la rivincita delle seconde case – al mare, in collina o in montagna – dei borghi, delle città d’arte.
Sono anche cambiate le abitudini. Gli scenari del secolo scorso – la famiglia che resta due mesi al mare con il papà che magari si presenta solo nei week-end – sono minoritari sia per ragioni economiche sia perché comunque quel modello non risponde alla richiesta di sempre nuove sollecitazioni nell’epoca dello scrolling. Anche le interminabili giornate sotto l’ombrellone si sono ridotte, concentrate nei week-end perché poi si vuole fare altro. Nella riviera romagnola, nei giorni scorsi, si è aperto un dibattito sul fatto che gli hotel hanno buoni tassi di riempimento, ma nei bagni – gli stabilimenti – c’è folla solo al sabato e alla domenica. Come è possibile? Semplicemente, anche se si pernotta in riviera, in pochi restano sette giorni su sette fissi sotto l’ombrellone.
Cosa dicono i numeri? Confturismo-Confcommercio, in collaborazione con Swg, ha pubblicato i dati di una ricerca: partiranno 3 milioni di italiani in più dello scorso anno, ma proprio con la formula delle vacanze spezzettate, frammentate in più segmenti. Questo vale per il 58 per cento. Il 25 per cento si accontenterà di un solo breve periodo, mentre il 17 per cento non potrà permettersi neppure quello. Ancora: solo il 52 per cento punterà su una vacanza che duri almeno una settimana. Diminuisce anche la percentuale di chi andrà all’estero (era il 44 per cento un anno fa, sarà solo il 37 per cento questa estate). Addirittura è dimezzato – almeno secondo questa ricerca – il numero dei viaggiatori verso destinazioni extraeuropee: anche qui conta l’incertezza economica, ma entrano in gioco altri fattori come i timori di viaggiare (o di fare transito) nelle aree del Medio Oriente, ma anche una certa riluttanza rispetto al viaggio negli Stati Uniti di Donald Trump. Sulla prevalenza della scelta “local” c’è la conferma di Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio: «L’estate 2026 conferma sfide e opportunità per il turismo: da un lato, resta prioritario sostenere i consumi interni per consentire a un maggior numero di italiani di concedersi una vacanza; dall’altro, la tendenza a distribuire il budget su più periodi di vacanza può favorire la valorizzazione delle aree interne e dei borghi». Questo scenario favorisce anche le città d’arte, a partire da Roma, che potrà beneficiare di questa formula di vacanze più brevi e all’interno dell’Italia (o dell’Europa). Secondo Federalberghi saranno 36 milioni gli italiani in vacanza, ma permane la fotografia di periodi brevi e più spalmati, vale a dire nell’arco temporale tra giugno e settembre. E nonostante la stangata carburanti, anche per oggi è previsto il bollino rosso per la circolazione (27 milioni di spostamenti di autoveicoli secondo l’Osservatorio mobilità stradale di Anas), mentre il prossimo week-end sarà da bollino nero.