ilfattoquotidiano.it, 27 luglio 2026
Secolo XIX, licenziato il direttore Michele Brambilla.
Michele Brambilla, direttore del quotidiano Il Secolo XIX, è stato licenziato. Oggi l’editore del giornale Blue Media ha annunciato con una nota il cambio di vertice: “Il dottor Brambilla lascia la direzione”. Ma arriva la replica: “Non me ne sono andato, sono stato congedato”.
“Leggo con sorpresa sull’agenzia ANSA che Blue Media, l’editore del Secolo XIX, ha comunicato con un giorno di anticipo rispetto agli accordi la fine del mio rapporto di lavoro. Leggo con ancor più grande stupore ‘il dottor Brambilla lascia da oggi la direzione del quotidiano’, una frase che lascia intendere che si è trattato di una mia decisione”. Eppure “la verità è che si tratta di un licenziamento“, ha scritto in una nota l’ex direttore. Un licenziamento che avviene a distanza di meno di due anni dal suo insediamento ma che è del tutto legittimo dal momento che l’editore ha il diritto di cambiare il direttore quando vuole. Brambilla era direttore dal settembre 2024, quando il giornale era stato acquistato dal gruppo MSC.
La presa di posizione di Brambilla arriva a poche ore dal comunicato con cui Blue Media aveva ufficializzato il cambio di vertice, parlando di una riorganizzazione aziendale e ringraziando l’ex direttore “per la preziosa opera prestata nella prima fase di consolidamento e rilancio del giornale”. Ora la direzione passa temporaneamente al vice Andrea Castanini. Nei giorni scorsi erano circolati diversi nomi per la successione, ma Blue Media ha preferito optare per una soluzione interna per il momento.
Nei mesi scorsi Brambilla era finito al centro di un caso che vedeva coinvolti anche il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il suo portavoce Federico Casabella. In particolare Brambilla aveva accusato Bucci e Casabella di aver confezionato “dossier” critici nei confronti del giornale e di averli mandati all’editore per fare pressioni e modificare la linea editoriale. Si trattava di rassegne stampa, appunti e note su articoli inviati da Bucci e Casabella direttamente al giornale. Del caso si era occupata anche la Procura di Genova dopo aver ricevuto querele da entrambe le parti.