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 2026  luglio 26 Domenica calendario

Consob&C., benefit da migliaia di euro per i vertici

Il collegio dei commissari della Consob l’ha deciso il 22 luglio scorso, senza clamore. Quattro pagine per dedicare a sé stessi 200mila euro a copertura di una serie di benefit che normalmente spettano ai dipendenti ma che ora – grazie al governo Meloni – spetteranno anche a loro, che dipendenti non sono. Tutto con un’apposita delibera approvata dai quattro componenti di vertice dell’Autorità che vigila sulla Borsa, che diventeranno 5 con l’arrivo di Guido Stazi, appena designato come presidente (in quota Forza Italia). Va detto che non sono soli, analoga iniziativa è stata intrapresa anche dall’Autorità per l’Energia (Arera) e dall’Antitrust; probabilmente accadrà anche in Agcom (Comunicazioni) e all’Anticorruzione.
Nelle Authority, in tema di emolumenti, sta accadendo un po’ di tutto. Negli scorsi mesi (Anac esclusa) i vertici si sono alzati le retribuzioni, e con le loro anche quelle dei dirigenti, superando il vecchio tetto dei 240mila euro annui, stabilito nel 2014 dal governo Renzi e bocciato dalla Corte Costituzionale a luglio 2025. Da allora il nuovo tetto coincide con lo stipendio del primo presidente di Cassazione, 311 mila euro lordi annui. La sentenza non impone però un adeguamento automatico, e infatti nessun ministero l’ha fatto per evitare figuracce, anche se Giorgia Meloni si guarda bene da emanare nuove disposizioni. Non vale però per le Autorità di vigilanza che, essendo soggetti amministrativi autonomi, hanno provveduto, appunto, in autonomia e anche in via retroattiva (all’appello manca Arera, che, pur avendo stanziato la cifra, non ha ancora provveduto).
Non bastassero però i 311mila euro, ora arriva un altro sostegno al reddito. L’ultima legge di Bilancio ha infatti previsto la possibilità di estendere ai commissari delle autorità i benefici contrattuali destinati ai dipendenti, come il welfare aziendale, i “flexible benefit”, i versamenti aggiuntivi per la pensione integrativa, la polizza vita, l’assicurazione sanitaria etc. Sono previsti da accordi sindacali ma, appunto, non sono pensati per chi riceve un “emolumento” e non è assunto dall’autorità visto che è a tempo ed è di nomina politica. La norma è stata inserita al Senato con un emendamento di due senatori leghisti, d’altronde si era nella fase in cui alla guida della Consob pareva destinato un leghista, il sottosegretario all’Economia Federico Freni. La nomina è saltata, ma il bizzarro regalo è rimasto.
In Consob, come detto, la spesa prevista è di 200 mila euro, 40mila a testa per i commissari, che hanno autorizzato lo stanziamento come variazione al bilancio 2026 attingendo agli incassi dei contributi versati dalle società vigilate. Servirà vedere come verrà attuata, ma si parla di 110mila euro per la previdenza complementare, 30mila per la polizza sanitaria e 27mila per il welfare (viaggi, benefit e altro). “È imbarazzante la velocità con cui sentono il bisogno di attingere al bilancio Consob per farsi pagare vacanze, assicurazione sanitaria e previdenza complementare; benefit concepiti per migliorare il benessere dei dipendenti mentre il personale subisce ritardi negli avanzamenti professionali, attesi da anni, mentre non si stanziano budget adeguati allo svolgimento efficace delle attività di vigilanza”, attacca Cinzia Cappelletti della Falbi.
Non c’è solo la Consob però. In Arera i neocommissari l’hanno deciso il 19 maggio scorso, dando mandato al segretario generale di predisporre la variazione di bilancio. La spesa ancora non è stata comunicata ma, applicando gli stessi criteri con cui si calcolano i benefit dei dipendenti, si può ipotizzare circa 3mila euro per il welfare, 5mila per la polizza sanitaria e 15mila come contributo aziendale per il fondo pensione (circa il 5% dello stipendio). Anche l’Antitrust ha deciso di dare attuazione alla norma della manovra. L’Autorità conferma al Fatto la decisione. La spesa qui dovrebbe essere più contenuta, circa 50mila euro, ma perché il collegio è di soli tre componenti e al momento è fermo a due (il presidente Roberto Rustichelli è scaduto e uno dei commissari, Saverio Valentino è stato “promosso” come successore, in quota Fdi). Agcom non è stata in grado di poter confermare al Fatto di aver già proceduto. Situazione più complessa all’Anac, dove la novità è stata inserita in un più generale accordo sindacale su cui però non è stata trovata l’intesa. C’è tempo fino al 31 luglio. Oltre quella data resta la possibilità che il collegio proceda in autonomia.