il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2026
Batterie, Apple compra dalla Cina e Varta fallisce
Un nuovo colpo all’industria europea delle batterie, con la Cina che sorride sullo sfondo: la tedesca Varta ha presentato istanza di fallimento.
Per l’azienda, che impiega quasi 3.300 lavoratori, le difficoltà sono iniziate da tempo e a pesare sembra sia la perdita del suo cliente principale: la Apple, che ora si rifornisce da competitor cinesi. Al Tribunale di Stoccarda sono arrivate quattro istanze di fallimento relative alla Varta, ora in fase di valutazione.
Il processo di ristrutturazione era iniziato nel 2024: gli azionisti hanno perso le loro quote e i creditori hanno rinunciato a parte di quanto spettava loro. Tant’è che all’inizio di aprile 2025 Varta aveva dichiarato che l’azienda era pronta a ripartire. Ma i guai dovevano ancora venire: la Apple ha comunicato il ritiro della commessa di batterie a bottone per gli airpods; Varta continuerà a rifornire il marchio della Mela sono fino a novembre, mese in cui è prevista la chiusura dello stabilimento bavarese di Nördlingen, in cui lavorano 350 persone. A partire dalla fine dell’anno, Apple acquisterà invece batterie dalla Cina, che vedrà crescere ulteriormente la sua quota di mercato nel settore.
Secondo i bilanci Varta, nel 2024 il fatturato è stato pari a 793 milioni di euro, con una perdita di esercizio pari a 64,5 milioni. Secondo un’analisi indipendente, servirebbero decine di milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi a breve termine, che l’azienda non è riuscita a reperire nel corso delle sue trattative con gli investitori.