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 2026  luglio 26 Domenica calendario

Esercito, Vannacci sospeso altri 12 mesi

Evitando ogni clamore, la Difesa ha sanzionato il generale Roberto Vannacci anche per il secondo libro. Dodici mesi di sospensione disciplinare per l’autobiografia celebrativa Il coraggio vince, pubblicata nel marzo 2024 da Piemme mentre l’ufficiale si preparava alla campagna elettorale per le Europee. Sarà poi eletto con la Lega e la lascerà per fondare nel febbraio scorso Futuro nazionale, diventando la spina nel fianco del centrodestra che a quanto pare non può vincere senza di lui ma ha paura di farsi mangiare da un alleato così ingombrante.
Il libro ha venduto bene ma senza raggiungere le centinaia di migliaia di copie del primo, Il mondo al contrario, il manifesto politico di Vannacci, quello in cui se la prendeva con gli omosessuali, i migranti, gli italiani con la pelle scura, le femministe e gli ecologisti, salvo poi respingere con sdegno le accuse di razzismo e omofobia. Qui invece Vannacci racconta la sua vita e la sua esperienza di ufficiale incursore sul campi di battaglia dalla Somalia all’Afghanistan, senza falsa modestia.
Dodici mesi è il massimo della sospensione salvo la perdita del grado per rimozione, che senz’altro gli impedirebbe di fare politica fregiandosi del titolo di generale ma forse lo farebbe schizzare ancora più in alto nei sondaggi. È un mese in più degli undici rimediati il 28 febbraio 2024 per il primo, confermati dal Tar a cui aveva fatto ricorso, con tanto di perdita di metà dello stipendio e dei relativi contributi, per aver leso il “prestigio” e il principio di “neutralità” delle forze armate. Ma poiché Vannacci è andato in pensione febbraio 2025, la sospensione riguarda le “funzioni del grado”, come è previsto per i militari in congedo. Si direbbe poco più di un buffetto. “Non è vero che non può usare il titolo di generale, come dice qualcuno – avverte l’avvocato Giorgio Carta che assiste Vannacci ed è anche responsabile Sicurezza di Fn – ad ogni modo abbiamo impugnato il provvedimento”.
Le motivazioni non sono note, Carta invoca “il segreto professionale”, Vannacci risponde solo “non ho nulla, ha seguito tutto l’avvocato, per me questo è passato e come sa io guardo al futuro”. Massima riservatezza anche alla Difesa, nei cui ambienti però si apprende che i mesi sono 12 per la recidiva, perché nel libro esaltava gli incursori sminuendo il resto dell’esercito e perché raccontava troppi dettagli su operazioni riservate. Il generale ovviamente sosterrà il contrario, che i fatti riferiti nel libro erano noti e non riservati e che si stava candidando. Se la vedranno al Tar. Non c’è dubbio però che il libro tratti di argomenti di servizio e che, come per il primo, Vannacci non aveva chiesto la formale autorizzazione dei superiori, come invece è previsto dalla legge (articoli 1472 e 1473 codice ordinamento militare) anche in applicazione dell’articolo 98 della Costituzione che limita le libertà politiche di magistrati, militari, poliziotti e diplomatici, cioè di coloro che hanno il potere di decidere sulla sorte degli altri.