La Stampa, 27 luglio 2026
Bankitalia: "Chi aspetta un’eredità consuma di più e risparmia di meno"
L’attesa di ricevere un’eredità rende un po’ cicale gli italiani e modifica i comportamenti economici ben prima che il trasferimento di ricchezza si realizzi. È quanto emerge da uno studio della Banca d’Italia, secondo cui le aspettative di successione incidono sulle decisioni di consumo, risparmio, lavoro, investimenti e ricorso al credito.
L’analisi è realizzata da David Loschiavo, Mirko Moscatelli, Eleonora Porreca e Francesca Zanichelli. Secondo lo studio, le famiglie in attesa di eredità presentano livelli di consumo superiori del 7% rispetto a nuclei con caratteristiche analoghe ma privi della stessa aspettativa. Parallelamente, il risparmio risulta inferiore di circa il 17%, coerentemente con l’idea che un incremento atteso della ricchezza futura riduca il bisogno di accumulare risorse nel presente. L’effetto interessa sia i consumi correnti sia quelli durevoli. La spesa per beni non durevoli risulta infatti superiore di circa il 6%, mentre aumenta anche la probabilità di effettuare acquisti di beni durevoli. Le aspettative ereditarie influenzano anche le scelte lavorative. Diminuisce la quota di componenti occupati all’interno della famiglia, soprattutto quando il principale percettore di reddito è più anziano e l’eredità viene percepita come temporalmente più vicina. Lo studio rileva inoltre un maggiore investimento nel capitale umano. Nelle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 30 anni aumenta infatti la probabilità che i giovani proseguano gli studi o partecipino a percorsi di formazione. Le aspettative di successione modificano anche la composizione del patrimonio.
Le famiglie che prevedono di ricevere un’eredità mostrano una minore probabilità di detenere immobili e, al contrario, una maggiore propensione a investire in attività finanziarie. L’ammontare degli investimenti finanziari detenuti cresce di circa il 20% rispetto alle altre famiglie, con una preferenza anche per strumenti a medio-lungo termine caratterizzati da un profilo di rischio-rendimento più elevato. Sul fronte dell’indebitamento, si ricorre con maggiore frequenza al credito al consumo. Risultati che assumono particolare rilevanza in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un forte invecchiamento, da un’elevata concentrazione della ricchezza e da un patrimonio consistente detenuto dalle generazioni più anziane.