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 2026  luglio 27 Lunedì calendario

La maxicolonia di 60.000 api allevata dal “New York Times”

Sessantamila operaie sul tetto del New York Times. E no, non si tratta di un’improvvisata protesta di lavoratrici arrabbiate. Ma della colonia di api, della sottospecie nota come “italiana” (Apis mellifera ligustica), che il quotidiano della Grande Mela ha deciso di allevare sul tetto del grattacielo di 52 piani, realizzato da Renzo Piano nel 2007, che ospita le sue redazioni nel cuore di Manhattan: al 620 dell’ottava Avenue, fra 40ª e 41ª strada, proprio dietro Times Square. È lì, a 228 metri d’altezza, che gli insetti impollinatori vivono da diversi mesi in due arnie di legno, seguite e curate da due apicultori professionisti, Titus Ogilvie-Laing e Matthew Flood. Responsabili, d’altronde, di alcuni dei più celebri alveari urbani della città: sì, perché ce ne sono anche in cima all’Empire State Building, sul tetto del Madison Square Garden, e perfino al Consolato danese, a pochi isolati dal Palazzo di vetro delle Nazioni Unite.
Allevare le api fa bene all’ambiente
A convincere Gwynne Wardrop, direttrice esecutiva degli eventi culturali del Nyt, che anche il celebre quotidiano doveva avere il suo, è stato proprio un articolo del giornale dedicato alla nuova tendenza, in cui il giornalista Patrick McGeehan spiegava la comparsa degli alveari sui tetti di New York come legata alla «scelta di diverse aziende di darsi nuovi standard di sostenibilità. Vogliono avere un atteggiamento più responsabile dal punto di vista ambientale». Convincere la direzione e i colleghi, però, non è stato facile. Ma alla fine, Wardrop l’ha spuntata: «Sappiamo tutti che le api stanno scomparendo e c’è davvero bisogno che tutti contribuiscano a dar loro un rifugio sicuro», ha affermato durante una riunione aziendale. Finendo per convincere anche gli scettici.
Il lavoro di Best Bees
Le arnie sono state collocate a giugno 2025 e da allora vengono curate dagli apicoltori di Best Bees, gli stessi che curano i maggiori alveari urbani controllando la salute delle regine e delle colonie, cercando di prevenire malattie e presenza di acari. Nonostante cure e attenzioni, garantire la sopravvivenza delle api non è stato affatto facile, soprattutto per colpa del clima. Il rigido inverno ha infatti colpito duramente i due nidi. Ma in primavera le api-giornaliste hanno prosperato: nutrendosi del polline delle piante del vicino Central Park, dei fiori sui balconi e persino delle erbacce che crescono lungo la strada, sono aumentate fino a raggiungere le 60mila unità. Una popolazione, spiegano gli esperti, capace di visitare circa 12 milioni di fiori al giorno. Per ora, non producono abbastanza miele da essere raccolto: ma chissà, magari in futuro ai lettori più affezionati verrà regalato del miele “Made in New York Times”.