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 2026  luglio 27 Lunedì calendario

Niente sesso, siamo una coppia

«Ho fatto sesso con mia moglie per l’ultima volta durante i Mondiali del 2006. Io la voglio ancora, lei no: sono vittima di una fattura?».
Il ventesimo anniversario della vittoria dell’Italia è appena passato: chissà se, nel frattempo, l’anonimo settantenne che qualche settimana fa aveva posto il quesito alla posta del cuore di Massimo Gramellini su 7 è riuscito a sbloccare la situazione. Intanto, di lettere sullo stesso tema ne sono arrivate altre. Molte altre. Le firmano sia uomini che donne, di tutte le età. Tanto che diventa lecito chiedersi cosa stia succedendo: è in atto una crisi del sesso?
Giorgio De Rita, segretario generale del Censis
«Non parlerei di una riduzione dell’eros in Italia, ma di una trasformazione del modo in cui lo si vive», prova a rispondere Giorgio De Rita, segretario generale del Censis. L’istituto ha interrogato mille italiani tra i 18 e i 60 anni e, nel marzo scorso, ha pubblicato i risultati dello studio nel rapporto “Il piacere degli italiani”, facendo il punto su come sono cambiati i costumi sessuali 25 anni dopo aver realizzato una prima grande indagine sul tema. Scoprendo che l’80% degli intervistati ha rapporti sessuali solo con il o la propria partner e che il 67% ritiene che nelle coppie di lunga data non prevalga per forza la noia. Infatti, il 69% di chi è in coppia si dice soddisfatto della propria vita sessuale (contro il 30% dei single). «Questi dati ci dicono che la libertà conquistata durante la rivoluzione sessuale oggi si realizza soprattutto all’interno della coppia», analizza. Anche perché, rispetto alla ricerca precedente, pure la coppia stessa è cambiata: «Venticinque anni fa gli italiani che dicevano di aver avuto un solo partner erano quattro su dieci: oggi, due su dieci. Questo significa che nel corso della vita hanno più partner e quindi all’interno delle nuove relazioni portano le esperienze che hanno avuto in precedenza e cresce, quindi, la voglia di sperimentare». Per esempio, guardando porno insieme o usando sex toy (26%), ricevendo (31%) e inviando (21%) immagini spinte, dedicandosi al bdsm (pratiche erotiche consensuali basate su ruoli di dominazione e sottomissione, 14%) o fantasticando apertamente, insieme, su altri possibili partner (17%). Ma questa resta una fantasia, e infatti solo il 7% dichiara di aver partecipato a rapporti con più persone. Fantasia che appunto vale solo se si rimane al sicuro, all’interno del perimetro fissato dalla coppia stessa: «Il 70% degli intervistati» conclude De Rita «ne è certo: la relazione non sopravviverebbe a un tradimento».
Forse è proprio questo il vero nodo del problema. Se non si autorizza, e non ci si autorizza, a guardare al di fuori della coppia cosa succede quando al suo interno la passione latita? Una situazione abbastanza comune. Stando al rapporto Censis quelli che hanno rapporti sessuali ogni giorno sono il 5,3% degli intervistati, quelli che li hanno due o tre volte a settimana il 29,9% e quelli che fanno sesso una volta a settimana sono il 27,3%. Ma se si somma quelli che non lo fanno mai (8,5%), quelli che lo fanno una volta ogni 5/6 mesi (7,1%) e quelli che lo fanno una volta ogni 1 /4 mesi (21,9%) si ottiene una percentuale pari al 37,5%. Un terzo, abbondante, degli italiani.

Abbandono silenzioso?
«Ne vedo tante, di queste coppie», conferma Chiara Simonelli, sessuologa e direttrice scientifica dell’Istituto di sessuologia clinica (Isc). Il problema non è l’assenza del sesso in sé ma «lo sbilanciamento del desiderio tra i partner. Che diventa un macigno per entrambi: chi desidera di più si sente rifiutato, chi è meno o per niente interessato vive il senso di colpa di non essere all’altezza. Vale a prescindere all’età e dal genere: si può vivere male un rifiuto a 70 come a 40 anni, mentre la classica scusa del mal di testa la usano sia donne che uomini».
Chiara Simonetti, sessuologa e direttrice scientifica dell’Istituto di sessuologia clinica
E se anche nel sesso stessimo assistendo a una sorta di “quiet quitting”, cioè il fenomeno dell’«abbandono silenzioso” che negli ultimi anni è stato ampiamente dibattuto in ambito lavorativo? «A tante coppie succede quando si passa dall’innamoramento iniziale all’amore: si comincia a fare il minimo indispensabile senza grandi slanci extra. Perché subentrano i doveri, i bisogni anche fittizi, e la stanchezza. Così si riduce l’area del piacere e questo causa un allontanamento reciproco», è la lucida analisi dell’esperta. Uno studio realizzato da AstraRicerche per il brand di sex toy di design Lelo, pur parziale perché si basa su un campione di sole donne eterosessuali, lo conferma: per 8 intervistate su 10 il vero punto critico è la mancanza di ascolto durante il rapporto, per 7 su 10 la perdita del coinvolgimento emotivo.
La storica Fiammetta Balestracci, autrice di “La sessualità degli italiani. Politiche, consumi e culture dal 1945 a oggi” (Carrocci); Marzio Barbagli, sociologo
Parlare dei bei tempi andati in cui le coppie in crisi, anziché lamentarsi o guardarsi intorno, si impegnavano per rimettersi in asse non ha senso, secondo l’esperta: «È la prima volta nella storia in cui l’amore viene legittimato dalla presenza di un buon sesso: finora il modo in cui si viveva l’intimità non era mai stato vissuto come cartina al tornasole dell’intera relazione».
Ai pazienti in difficoltà indica un percorso a tappe: «Prima bisogna riconoscere che il problema esiste e capire cosa significa in quella particolare coppia. Poi si può provare a capire come andare oltre. A volte si riesce, a volte ci si blocca. A volte si va verso la separazione».
Il focus, insomma, resta sempre sulla coppia. Che è diventata al tempo stesso luogo di libertà (vedi le trasgressioni e sperimentazioni da fare insieme) e recinto invalicabile (come dimostra il giudizio inappellabile sul tradimento).
Lo specchio del telefonino
Chi l’avrebbe mai detto, durante i fermenti della rivoluzione sessuale, che sarebbe andata a finire così. Fiammetta Balestracci, storica e autrice de La sessualità degli italiani. Politiche, consumi e culture dal 1945 a oggi (Carrocci, 2020) ha individuato due punti di rottura: «Negli anni 80, con l’esplosione dei casi di Aids, il sesso occasionale diventa improvvisamente meno allettante. Vent’anni fa, con l’avvento degli smartphone, anche internet irrompe nella socialità. Pensiamo alle coppie che vanno al ristorante e, anziché parlarsi, passano il tempo guardando il telefonino: a letto non fanno che replicare la stessa dinamica».
Questa seconda parte dell’analisi coincide con le conclusioni di Caitlin Knowles Myers del Middlebury College ed Ezekiel Hooper di Accenture, autori del paper Is the iPhone Birth Control? Causal Evidence from At&t’s 2007-2011 Carrier Monopoly (L’iPhone è un metodo di controllo delle nascite? Evidenze sulle cause nel monopolio di rete di At&t dal 2007 al 2011). In sintesi, come ha scritto il collega Federico Fubini sul Corriere della Sera, «“l’iPhone fornisce più accesso alla pornografia” (questo è provato) “che può sostituire il sesso con un partner” (questa invece è l’ipotesi degli autori)».
In generale, secondo la storica, stiamo attraversando una grande fase di transizione: «Il matrimonio ha ceduto il passo alla coppia monogamica, che è la forma di relazione che oggi prevale. Lì dentro però, si giocano partite nuove. A tutto campo: si va dalle forme di sperimentazione del rapporto, provando per esempio ad aprirsi al poliamore, fino alla nuova libertà di trasgredire insieme passando però, anche da una gestione diversa dei periodi di stanchezza». Questo è il punto. Il problema delle coppie che non fanno sesso non è che non facciano sesso, ma il fatto che restano imprigionate in questa dinamica. Detto altrimenti: una volta magari ci si tradiva oppure ci si lasciava mentre adesso, anche se insoddisfatti e infelici, si resta insieme.
Se in Italia, stando ai dati Censis, pare che la crisi sessuale nelle coppie sia un fenomeno marginale, diverso è il discorso per quanto riguarda altri Paesi occidentali. Il sociologo Marzio Barbagli, coordinatore di tre grandi ricerche sulla sessualità degli italiani pubblicate nel 1964, nel 1976 e nel 2006 e autore del saggio Monogamia (Il Mulino) prova ad allargare il focus: «Se guardiamo agli Usa, al Regno Unito e all’Australia, già una decina di anni fa gli studiosi hanno scoperto un cambiamento rilevante, e imprevisto, nei comportamenti sessuali: la diminuzione della frequenza dei rapporti, in tutte le classi di età». Per spiegarlo hanno avanzato due ipotesi: «La prima riguarda lo spostamento in avanti dell’età adulta: i giovani oggi lasciano la casa dei genitori ed entrano nel mercato del lavoro più tardi. Negli Usa anche il consumo di alcol, che segnava una sorta di “rito di passaggio” è ritardato. Questa spiegazione, però, ha un difetto: spiega il comportamento dei giovani mentre la diminuzione dei rapporti riguarda anche gli adulti». La seconda, invece, è quella che abbiamo citato prima sulla diffusione di internet, «ma passa comunque dalla diminuzione del far coppia e non riguarda solo il sesso di per sé».
Si è coppia anche così?
Avremo comunque modo, secondo Barbagli, di ritornarci se è vero, come già successo in passato, che seguiremo la stessa tendenza: «I dati disponibili oggi ci dicono che da noi questo fenomeno ancora non c’è. Ma per quanto riguarda le trasformazioni nella sessualità l’Italia è sempre andata nella stessa direzione del resto dell’Occidente, anche se in ritardo come gli altri Paesi dell’Europa mediterranea. Per ora, non sappiamo se questa trasformazione che stiamo vedendo all’estero arriverà anche qui: può essere che, in sordina, sia già iniziata».
Quello che è certo è che, frequente o meno, il valore del sesso all’interno delle coppie è cambiato: «L’età del primo rapporto per le donne è diminuita nel corso dei decenni e si è avvicinata a quella degli uomini. Sono cambiate anche le modalità dei rapporti: oltre a quelli penetrativi ora trovano spazio anche quelli orali o anali, un tempo condannati dalla religione e quindi per questo malvisti. Non parliamo poi delle coppie che lo facevano al buio o parzialmente vestite… la rivoluzione sessuale è stata una vera e propria liberazione. È la concezione stessa dei rapporti a essere cambiata: indietro non si torna, anche se in futuro forse finiremo per fare meno sesso».
Per chi si chiede se si può essere coppia anche così, una possibile risposta arriva dalla scrittrice francese Emmanuelle Richard che al tema ha dedicato, qualche anno fa, il saggio I corpi astinenti. Il sesso tra imposizione e libertà (in Italia è stata tradotto e pubblicato da Tlon): «La coppia è lo spazio dove due persone che potrebbero funzionare benissimo da sole decidono di funzionare insieme». Sesso o non sesso.