Corriere della Sera, 27 luglio 2026
Intervista a Ilona Staller
Ilona Staller nuovamente musa. La maison Vivienne Westwood l’ha scelta per incarnare uno dei volti della nuova collezione autunno inverno 26/27. Come è nata la collaborazione?
«Mi hanno contattata e mi hanno detto che Vivienne mi aveva sempre amata, perché era controversa come me. Mi hanno mandato uno chauffeur, il contratto e portata a Milano a scattare le foto».
Ha mai incontrato Westwood?
«No e mi dispiace moltissimo. Sono sempre stata affascinata dalla sua personalità. Amo le sue creazioni, vere forme d’arte. Ho incontrato Andreas Kronthaler (designer della maison ed ex compagno di Westwood, ndr) e gli ho portato il mio libro di memorie firmato con un bacio. Era felicissimo che avessi accettato».
Immancabile: la sua coroncina di fiori.
«L’ha voluta lui. Mi ha detto che io sono iconica e anche la coroncina lo è. L’ho fatta io».
Radio Luna, 1975: nasce Cicciolina.
«Cicciolini e ciccioline, dicevo. Raccontavo come ero fatta: capelli biondi, occhi celesti. Non so spiegare bene cosa intendevo… Cicciolina per me significa amore».
Lei è nata a Budapest. Cortina di ferro. Cosa fu per lei l’Italia?
«Un Paese libero. Nel ’72 arrivai a Milano e facevo la fotomodella. Nel ’74 mi spostai a Roma».
Cinema.
«Piccole parti in film importanti. Non sono diventata immediatamente una pornostar. Tra i primi girai un film con Laura Antonelli e Umberto Orsini. Adoro Umberto».
Aveste una storia?
«Abbiamo flirtato e fatto l’amore. Non l’ho mai raccontato, prima. Lui mi disse: “Sto finendo il mio rapporto con Ellen Kessler e mi sono innamorato di te. Mettiamoci insieme”».
E lei?
«Feci una clamorosa sciocchezza e gli dissi di no. Ero innamorata di un certo Andrea, un playboy che mi tradiva. Ho fatto male perché Umberto mi piaceva tantissimo, forse sarebbe stato l’uomo ideale. Vibravamo insieme…».
Ha scelto sempre gli uomini sbagliati?
«Sempre. Anche mio padre Staller era sbagliato per mia madre. Arrivò vergine al matrimonio. Io no: mica lo dice la Bibbia, no? Lui era bello, aveva la voce da cantante lirico. La tradiva di continuo. Divorziò che avevo tre anni. Precipitammo nella povertà assoluta».
Lei soldi ne ha fatti tanti, poi.
«Solo se parti dal basso puoi capire le sfumature della vita, e del denaro. Io non ho mai avuto niente da nessuno. Anzi, da me gli uomini hanno soltanto preso, preso e preso».
Ha avuto difficoltà economiche, ha venduto la sua villa sulla Cassia?
«Vivo in un’altra casa, sempre sulla Cassia. Non mi va di parlare di soldi. Mi interessa guardare avanti».
E?
«E fare business. Vorrei realizzare una serie tv sulla mia vita, con un produttore americano o italiano ma che abbia i soldi. Sarebbe perfetta per Netflix».
Ha gestito bene il business Cicciolina?
«I soldi che guadagnavo con il cinema e con la tv li spendevo per realizzare i miei spettacoli: costumi, scenografie mobili, effetti speciali, bolle di sapone e ghiaccio secco. Ho anche inciso circa cinquanta canzoni, tutte pagate e prodotte da me. Il pubblico non vedeva solo me nuda: entrava in un sogno nel quale realtà e fantasia si mescolavano».
Tanta gente?
«Pienoni. Sempre. Bibi Ballandi mi adorava e mi mise sotto contratto. Facevo anche sei date nello stesso locale, era sempre strapieno. Un musical su di me li riempirebbe ancora oggi.
Schicchi.
«Io porto fortuna. Schicchi quando l’ho conosciuto aveva solo una macchina scassata. Quando aprimmo la società il commercialista mi avvertì: fate Ilona l’80 e Riccardo il 20. Facemmo a metà, sono empatica. Ma i problemi dopo li ho avuti eccome. Pure Koons mi diceva di dividermi da Schicchi. Anche a lui ho portato fortuna».
Siete sempre ai ferri corti?
«È stato bello fare con lui Made in Heaven. È uno degli artisti più importanti del mondo, ha una mente pazzesca, bellissima. Sono felice di avere contribuito alla sua popolarità. Dove tocco, trasformo tutto in oro».
Quindi: tutto ok?
«Ho una grande ammirazione per Jeff. Oggi nostro figlio Ludwig vive con lui negli Usa. Studia, si occupa d’arte, è un ragazzo molto bello e in gamba. Suo padre gli sta dando un grande aiuto e questo per me è molto importante».
Fu un grande amore?
«Mi chiese di diventare sua moglie in piazza San Marco, a Venezia. Aprì una scatolina, prese un bellissimo anello di diamanti e me lo mise al dito. Fu molto romantico. Ci sposammo in Ungheria con un matrimonio iconico. Mi dispiace che sia durato soltanto due anni e mezzo. Eravamo due artisti importanti e, a volte, due personalità così forti finiscono per scontrarsi».
Per prendere suo figlio lei fece una fuga da film dagli Usa.
«Sono stata condannata a quattro anni di carcere in America. Poco tempo fa ho chiesto nuovamente il visto per poter andare a trovare Ludwig, ma non me l’hanno concesso».
Il sesso le piaceva davvero tanto?
«A me è sempre piaciuto. Sconsiglierei a una donna cui non piace di fare la pornostar. Ne ho incontrata una sul set e l’ho mandata via».
Il partner migliore?
«John Holmes. Nessuno come lui. Anche se era un gran delinquente. Ma il sesso… lo faceva benissimo. Era molto gentile, aveva savoir faire. Eppure, stava già male quando è venuto da me».
Moana?
«L’abbiamo scoperta io e Riccardo. Altri dicevano che era una “cavallona”. Io invece l’ho voluta al mio fianco. “Questa è la mia amica Moana”. Siamo andate anche in America e abbiamo girato due film».
Che tipo di persona era?
«Era intelligente. A volte, in scena, un po’ freddina. E molto genovese: non poteva mancare neanche un soldo. E non ti offriva volentieri una pizza».
Rifarebbe politica?
«Amo la politica, ma non la corruzione. Mi piacerebbe un giorno rifondare il mio partito, DNA, Democrazia-Natura-Amore. Io resto pannelliana».
Come nacque il progetto politico con i Radicali?
«Marco sapeva che ero una radicale. Una volta andai da lui: “Mi metti in lista?”, e gli spiegai tutto quello che pensavo. Mi guardava con quegli occhi bellissimi, che parlavano, e con quel suo sorriso. “Va bene, fammi pensare un attimo e ne parlo con gli altri”. Li ho conosciuti tutti gli storici».
E furono d’accordo tutti?
«Un uomo e una donna erano nettamente contrari. Lei è vivente, non posso dire il nome. Mi ricordo la campagna elettorale con me su una spider rossa e i seni fuori. Facevo guidare un ragazzo ricciolino cui avevo messo addosso un lenzuolo bianco e una corona di spine».
La pornostar Valentina Nappi ha detto, dedicandole belle parole, che potrebbe buttarsi in politica con Matteo Hallissey di +Europa. È la sua erede?
«È uno sfottò per gli italiani. Dopo Pannella il partito è caduto a picco».
Cosa pensa del porno on line?
«Non lo guardo. Non mi interessa».
È innamorata?
«Sono free, ma non vuol dire che vada a letto con tutti. Se un uomo è in coppia non faccio il terzo incomodo. Nella relazione giusta fai sesso, ti ami, sei libera. Non è facile».
Come è stata amata?
«Con me gli uomini sono stati molto gelosi. Odio la gelosia, è un forte indice di insicurezza».