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 2026  luglio 26 Domenica calendario

Da Dibba a Vannacci, i partiti filorussi all’assalto dei poli

In un Paese che sceglie come c.t. della Nazionale Andrea Pirlo, non dovrebbe stupire l’esistenza di un partito “filorusso”. Per non farci mancare niente, alle prossime elezioni potremmo averne persino due, uno di destra e uno più di “sinistra”. Sul primo, c’è poco da scoprire: che Futuro Nazionale di Roberto Vannacci abbia sposato per intero la narrazione russa sulla guerra in Ucraina non è un mistero. Gli attacchi alla “rinsecchita” Ursula von der Leyen, al riarmo europeo, al sostegno finanziario e militare a Kiev, sono quotidiani da parte dell’ex generale e della sua “sporca dozzina” nel Parlamento italiano. Egli stesso si vanta delle sue preferenze: «Tra Putin e Zelensky, scelgo Putin». Fino ad arrivare a dire, dieci giorni fa, che potrebbe tranquillamente essere finanziato dal Cremlino: «Io ricevo tutti finanziamenti legali, se mi possono finanziare dagli Stati Uniti perché non da un altro Stato estero? Se uno straniero supporta il nostro movimento, perché no? Se è legale». La crescita di Fn nei sondaggi, la sua indispensabilità per il centrodestra, rendono le posizioni anti-Nato e anti-Ue dell’ex leghista un problema reale per il posizionamento internazionale dell’Italia e una ghiotta opportunità per chi sogna di indebolire il fronte europeo pro-ucraina.
Ma se dovesse vincere il centrosinistra? Anche su questo versante politico, il Cremlino può guardare con fiducia al futuro. Non solo per le posizioni dei Cinque Stelle, comunque contrari al sostegno a Kiev, ma per quello che sta accadendo nella galassia extraparlamentare a sinistra del campo largo. Il primo a muovere sulla scacchiera è stato Alessandro Di Battista, l’ex parlamentare fuoriuscito dai Cinque Stelle che ha creato l’associazione Schierarsi. La campagna contro il finanziamento pubblico ai giornali è stata un discreto successo, con più di trecentomila sottoscrizioni, ma naturalmente Di Battista punta in alto. Come la pensi sull’invasione russa in Ucraina lo ha scritto nel recente pamphlet: “La Russia non è il mio nemico”. Ad Andrea Scanzi ha confidato di provare «un senso di responsabilità verso i 4mila iscritti a Schierarsi. E poi non credo nel bipolarismo: un progetto di rottura potrebbe migliorare sia l’opposizione che la maggioranza». Ad aiutare questa “rottura” potrebbe contribuire un’altra neonata associazione, ancora più spinta verso la russofilia, quella che ruota intorno al professor Angelo d’Orsi. A fine giugno a Roma si è svolta l’assemblea fondativa di Agorà, il cui programma è stato benedetto e sintetizzato così da un altro opinionista di tendenza sovranista, Diego Fusaro: «Opposizione all’imperialismo americano e israeliano, rivendicazione della sovranità nazionale, contestazione di tutte le guerre made in Usa, apertura alla Russia di Putin». Diciamo che, tra tutte queste idee, è soprattutto l’ultima a ricevere l’attenzione più grande. E non è un caso che Byoblu, la testata fondata dall’ex collaboratore di Casaleggio, Claudio Messora, diventata con gli anni il presidio informativo dei no vax e terreno fertile per la propaganda russa, abbia dedicato all’evento di Agora la diretta.
Tra Di Battista e d’Orsi al momento non c’è un patto d’azione, Agorà e Schierarsi marciano divise, ma la legge elettorale potrebbe anche spingerle a colpire unite. Il vero asso politico elettorale sarebbe riuscire ad arruolare nel progetto due volti stranoti dei talk televisivi, l’ex diplomatica Elena Basile e, soprattutto, la superstar del fronte pro-Pal, Francesca Albanese.
Intorno a questi movimenti politici, c’è poi un fiorire di blog e testate online che rilanciano la propaganda russa. La Fionda, dove scrive Basile, l’Antidiplomatico di Vito Petrocelli, l’ex presidente grillino della commissione esteri del Senato, che proprio su Repubblica sostenne che l’Italia avrebbe dovuto diventare «il miglior riferimento per Russia, Cina e Iran». Su l’Antidiplomatico il presidente ucraino Zelensky è chiamato il «nazigolpista-capo».
L’attivismo del Cremlino si è intensificato negli scorsi mesi: Europa radicale ha compilato un corposo dossier, presentato ai primi di giugno a palazzo Madama, in cui si contano oltre duecento eventi filorussi sponsorizzati quest’anno in Italia da Russia Today e altre entità colpite dalle sanzioni Ue. A molte di questi ha partecipato il professor d’Orsi.
Carlo Calenda e Pina Picierno hanno proposto un ddl per attuare il regolamento Ue contro la disinformazione russa. «Il Copasir – ha aggiunto il leader di Azione – deve dirci se Vannacci e Di Battista sono pagati dai russi e se vengono aiutati attraverso la spinta di profili falsi sui social».