la Repubblica, 26 luglio 2026
Musei francesi senza pace: nuovo furto in pieno giorno
Non si fermano i furti nei musei francesi: è stato rubato il torque, il collare celtico d’oro della principessa di Vix nel museo del Pays Châtillonnais, a Châtillon-sur-Seine, in Borgogna. Il furto è avvenuto proprio come al Louvre, in pieno giorno, lasciando sgomenti anche gli investigatori. Secondo le prime ricostruzioni il 24 luglio i ladri sono entrati nel museo pagando tranquillamente il biglietto, fingendosi così semplici visitatori, e una volta davanti alla teca che custodiva il prezioso collare, lo avrebbero sottratto velocemente, fuggendo poi dall’ingresso principale. Secondo quanto riportato l’azione si sarebbe svolta a volto scoperto e in mezzo a tutti gli altri turisti presenti nelle sale.
Nel bottino un unico pezzo: la collana rigida appartenuta alla principessa di Vix del VI secolo a.C, una mezzaluna di 480 grammi d’oro 24 carati con una finitura unica: agli estremi del collare spuntano due zampe di leone che tengono delle sfere e dei raffinatissimi Pegasi in filigrana. Non a caso è considerato uno dei capolavori dell’oreficeria antica, vale decine di milioni di euro; e anche senza considerare l’immenso valore storico, se solo venisse sciolto, visto il massiccio peso, frutterebbe circa 68mila euro. Chissà se i ladri francesi non siano tutti dei fan di Berlino, la serie tv in cui un gruppo di ladri decide di fare il colpo del secolo rubando i gioielli delle famiglie reali europee, perché i musei di Francia sono stati letteralmente presi di mira: prima il clamoroso furto di ottobre nella Galleria di Apollo del Louvre, in cui sono stati rubati con l’aiuto di un montacarichi i gioielli della corona di Napoleone dal valore di 88 milioni di euro (la Galleria ha appena riaperto ma senza i preziosi); poi il furto di 2000 monete ottocentesche d’oro e d’argento rubate dal museo dedicato al filosofo francese Denis Diderot a Landres.
Già lo scorso settembre un altro museo francese, il Museo Nazionale Adrien Dubouché a Limoges, era stato vittima di un simile attacco, con la sparizione di alcuni tra i pezzi più importanti della collezione: tre ceramiche cinesi, due piatti blu e bianco della dinastia Yuan (XIV secolo) e un vaso di porcellana della dinastia Qing (XVIII secolo) dal valore stimato tra i 6 e i 9 milioni di euro. A questa lista si aggiunge un altro colpo, sempre dello scorso settembre, quando un gruppo di ladri specializzati ha fatto irruzione al Museo di Storia Naturale di Parigi, portando via rari esemplari di oro nativo e quarzo dal valore di 700mila euro.
Se siano furti su commissione dei collezionisti non possiamo saperlo, quello che è certo è che si tratta di un momento davvero critico per i musei di Francia tanto che la ministra della Cultura Catherine Pégard ha deciso di anticipare a lunedì 27 luglio la presentazione del piano per la sicurezza dei musei. Perché tanti, troppi reperti, stanno scomparendo non solo dai musei – dove i sistemi di sicurezza scarseggiano – ma dal patrimonio culturale mondiale.