Corriere della Sera, 26 luglio 2026
La corsa (dorata) ai semiconduttori. I nuovi miliardari nell’era dei chip
L’assegno da 944 miliardi di won (circa 640 milioni di dollari) che Chey Tae-won dovrà versare all’ex moglie Roh Soh-yeong ne fa il divorzio più costoso della Corea del Sud. Ma racconta anche un’altra storia: quella della ricchezza generata dalla corsa mondiale ai semiconduttori. Il presidente del gruppo SK controlla infatti SK Hynix, uno dei principali produttori mondiali di memorie HBM diventate indispensabili per gli acceleratori di Nvidia destinati all’intelligenza artificiale. Il boom della domanda ha fatto impennare il valore del gruppo e, con esso, il patrimonio del suo principale azionista, oggi stimato da Forbes in oltre 5 miliardi.
La sentenza della Corte d’appello di Seul è così diventata anche il simbolo della nuova età dell’oro dei chip, perché Chey è solo uno dei protagonisti della nuova élite dei miliardari dei chip. Al vertice c’è Jensen Huang, co-fondatore e ceo di Nvidia. Grazie alla quota che ancora detiene, Forbes gli attribuisce un patrimonio superiore a 180 miliardi di dollari. La crescita di Nvidia, diventata il principale fornitore delle GPU per i grandi modelli di AI, ha trasformato Huang nel volto della nuova economia dei semiconduttori.
Meno noto al grande pubblico è Henry Samueli, co-fondatore di Broadcom. Forbes valuta il suo patrimonio in oltre 35 miliardi di dollari. Broadcom è uno dei principali beneficiari della costruzione dei nuovi data center grazie ai chip progettati su misura per i grandi operatori del cloud e alle componenti di rete che collegano migliaia di processori AI.
Tra i Paperoni della nuova corsa ai chip c’è Lisa Su. Quando assunse la guida di AMD nel 2014, il gruppo attraversava una delle fasi più difficili della sua storia. Dieci anni dopo l’azienda è tornata tra i protagonisti con i processori EPYC e gli acceleratori Instinct destinati all’intelligenza artificiale. Forbes stima oggi il patrimonio della manager in circa 3 miliardi di dollari, uno dei più elevati tra le donne alla guida di una società tecnologica. Un dettaglio curioso: Su e Huang, rivali nel mercato delle GPU, condividono origini taiwanesi e un lontano legame di parentela.
Se Nvidia progetta i chip più richiesti, è però la taiwanese TSMC a produrne la maggior parte. Il fondatore Morris Chang ha rivoluzionato l’industria inventando il modello della foundry pura, la fabbrica dedicata esclusivamente alla produzione per conto terzi. Oggi TSMC realizza oltre il 60% del mercato mondiale delle fonderie indipendenti e, secondo TrendForce e Counterpoint Research, più del 90% dei semiconduttori più avanzati utilizzati da Nvidia, Apple, AMD e Qualcomm. Anche il patrimonio di Chang è cresciuto insieme al valore del gruppo e supera oggi i 9 miliardi di dollari.
Dopo anni trascorsi all’inseguimento di Nvidia e AMD, Intel prova a riconquistare un ruolo da protagonista nella nuova stagione dei semiconduttori, favorita anche dal rinnovato sostegno di Washington all’industria dei chip. Il rilancio è stato affidato a Lip-Bu Tan, manager di origine malese e investitore di lungo corso nel settore, al quale il cda ha riconosciuto un pacchetto retributivo fortemente legato all’andamento del titolo: uno stipendio base di un milione di dollari, un bonus annuale fino al doppio della retribuzione e premi azionari e stock option per un valore potenziale di oltre 80 milioni di dollari. I primi segnali sono arrivati con i conti del secondo trimestre: ricavi in crescita del 25% a 16,1 miliardi, utile per azione rettificato di 0,42 dollari, ricavi della divisione Data Center & AI balzati del 59% a 6,3 miliardi e quelli di Intel Foundry del 31% a 5,8 miliardi. Risultati che hanno spinto Intel ad alzare da 18 a 20 miliardi gli investimenti previsti per il 2026 e che rappresentano il primo banco di prova della scommessa del gruppo sul nuovo ceo. Se il rilancio riuscirà, crescerà anche la ricchezza personale di Tan.