Corriere della Sera, 26 luglio 2026
Paramount-Warner, rinvio a giugno
Slittano ancora le nozze tra Paramount e Warner. La corte federale della California ha formalizzato venerdì l’accordo con cui Paramount Skydance, Warner Bros Discovery (Wbd) e una coalizione di dodici procuratori generali stabiliscono il rinvio della fusione dal prossimo 30 settembre a giugno 2027. Uno slittamento di circa otto mesi che potrebbe costare caro alla Paramount guidata dal tycoon David Ellison. Contro la fusione da 111 miliardi di dollari, cui il governo Usa aveva dato il via libera a giugno, si sono opposti i procuratori di 12 stati americani per i potenziali rischi di violazione delle norme sulla concorrenza.
L’operazione unirebbe sotto un unico tetto due dei principali studi hollywoodiani (Paramount Pictures e Warner Bros. Pictures), le piattaforme di streaming Hbo Max e Paramount+, oltre a importanti reti televisive come Cbs, Cnn, Cartoon Network e Discovery. Secondo la causa depositata dalla coalizione di procuratori generali presso la Corte Distrettuale della California, il colosso nato dalla fusione controllerebbe il 27% della distribuzione cinematografica, il 30% dei blockbuster e il 27% dei canali televisivi via cavo. Il procuratore generale della California Rob Bonta, che guida la coalizione, ha dichiarato che la fusione porterebbe a «prezzi più alti, qualità inferiore e meno contenuti per film e televisione».
Va detto che i procuratori generali avevano già ottenuto una misura cautelare lunedì per congelare la fusione. Appena due giorni dopo, l’Unione europea ha concesso un’approvazione condizionata alla fusione, complicando ulteriormente il panorama normativo. La giudice Araceli Martínez-Olguín ha ora formalizzato un accordo tra le parti: Paramount non potrà completare l’acquisizione di Warner Bros né integrarne le operazioni prima del 1° giugno 2027 oppure entro 5 giorni dalla risoluzione della causa, che andrà avanti. Il rinvio ha un prezzo molto elevato. Paramount ha concordato di pagare a Warner Bros 650 milioni di dollari per ogni trimestre in cui la fusione non si concretizza, a partire da ottobre 2026. Una “ticking fee”, una penale, progettata per incentivare il completamento della transazione. Con 8-9 mesi di potenziale attesa, i costi potrebbero raggiungere circa due miliardi di dollari, senza contare i costi legali già astronomici della causa.
Nonostante il rinvio, Paramount ha inquadrato l’accordo come una «vittoria significativa». La società sostiene che l’intesa fornisce un «percorso diretto a un processo basato su prove concrete», il modo «più veloce e chiaro» per dimostrare che la transazione è «buona per la concorrenza, buona per i consumatori e buona per i creativi».