Corriere della Sera, 26 luglio 2026
La Tav oggi è al 30%. I dubbi sul target 2032
Avanti Savoia, ma a bassa velocità. La galleria ferroviaria più lunga (164 chilometri, di cui 57 del tunnel di base), più profonda (600 metri) e anche la più controversa del mondo, procede con lentezza: tre chilometri scavati nell’ultimo anno, appena 50 metri al giorno da maggio nei tratti più complessi come quello di Saint-Martin-de-la- Porte e La Praz. La Torino-Lione, progettata 25 anni fa, promettendo scambi commerciali più veloci e più sostenibili in Europa a bordo dei treni ad alta velocità/capacità, oggi è stata completata per il 30% del tracciato, circa 50 chilometri, mentre la partita delle vie di accesso alla galleria è ancora da giocare appieno: in Francia sono in fase di progettazione mentre in Italia sono state finanziate con i lavori che dovrebbero cominciare tra un anno. Telt, la società italo-francese incaricata dei cantieri e della gestione dell’opera, assicura che i tempi di realizzazione saranno rispettati. E l’orario di partenza sui binari resta quello prefissato: 2032/33. Nelle ultime settimane, tuttavia, ci sono state polemiche. Prima per un articolo di Le Monde in cui emergevano, citando fonti interne a Telt, gravi ritardi: la roccia non si sgretola così facilmente neppure di fronte alla mega-fresa da 180 metri venuta dalla Germania. Poi per l’aumento dei costi (del 23%) registrato dalla Corte dei Conti. Nei 15 cantieri della Tav ci sono 3.200 persone all’opera. E si lavorerà dal 2027 anche con la forza della fresa Federica (l’altra già in azione a La Praz si chiama Viviana ) proprio a Chiomonte. Il 2032 sembra lontano. A fine anno si saprà effettivamente se le date di fine lavori saranno confermate. Per i binari di collegamento al tunnel bisognerà aspettare qualche anno in più. Avanti, ma adagio.