Corriere della Sera, 25 luglio 2026
«Si fingevano procuratori». Sculli e Pepe indagati
Per anni hanno calcato i campi della Serie A. Raccogliendo goal e successo. Un’esperienza sfruttata da Simone Pepe, campione d’Italia con la Juventus, e Giuseppe Sculli, 38 goal tra Genoa, Modena e Lazio, per ingaggiare giocatori da rappresentare, ma senza essere procuratori. L’accusa è contestata dalla Procura ai due ex calciatori, nei cui confronti è stata chiusa l’inchiesta dove a entrambi vengono contestati i reati di esercizio abusivo della professione e tentata estorsione. Secondo il pm Saverio Francesco Musolino, nel 2022 Pepe ha fondato una società per rappresentare calciatori, facendosi affiancare da Sculli. La loro storia, per l’accusa, ha facilitato il lavoro di reclutamento. Ma nessuno dei due risulterebbe, secondo l’accusa, procuratore sportivo. Il problema emerge nel 2024 quando fanno firmare contratti di mandato sportivo a due giocatori di serie B. Negli accordi è prevista una penale in caso di recesso anticipato. I due giocatori, comunque, manifestano la volontà di chiudere il rapporto prima del tempo. A uno dei rappresentati vengono chiesti 232 mila euro di penale. Emerge che i contratti depositati riportano – per il pm – firme false. E soprattutto Pepe e Sculli, per l’accusa, sono privi dei titoli per svolgere l’attività. Nell’inchiesta sono indagate altre due persone che hanno supportato l’attività degli ex giocatori.