Corriere della Sera, 25 luglio 2026
Lite Piantedosi-Lepore: «Ha sottovalutato i rischi della piazza» «Così non risolve nulla»
Sale ancora lo scontro istituzionale tra il governo Meloni e il Comune di Bologna per gli scontri che hanno messo a ferro e fuoco il capoluogo emiliano dopo il presidio convocato lunedì in piazza Nettuno dal sindaco Matteo Lepore per Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto al rione Pilastro durante un intervento di polizia. E questa volta il botta e risposta al vetriolo, tagliente perché affilato da un passato di polemiche incrociate sull’ordine pubblico in città, vede contrapporsi il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il primo cittadino Matteo Lepore.
«Il sindaco di Bologna, come dimostrano episodi dei mesi passati, sa con chi ha a che fare nel suo territorio, quindi convocare la piazza rappresenta un elemento di gravità. Il sindaco dovrebbe, non dico chiedere scusa, ma quantomeno prendere atto di questo», dice a L’aria che tira su La7 il titolare del Viminale, secondo cui Lepore ha commesso «una grave sottovalutazione» nel convocare la piazza. Che il clima tra i due sia difficile lo testimoniano anni di polemiche: l’ultima, citata ieri da Piantedosi, quella a novembre sulla partita Virtus-Maccabi Tel Aviv, giocata al PalaDozza mentre fuori si scontravano polizia e collettivi. Negli ultimi giorni la tensione si è alzata ancora, dopo che dal Viminale è trapelata una ricostruzione – smentita dal Comune – secondo cui la manifestazione in piazza Nettuno non fosse stata correttamente comunicata in Prefettura. «Non è ancora arrivata alcuna contestazione formale della violazione dell’articolo 18 del Tulps», ha fatto sapere ieri l’amministrazione Lepore.
Di certo il ministro dell’Interno non ha dubbi sull’operato dei due agenti intervenuti per immobilizzare Fakir. «Dai video si evince come i poliziotti si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi», sostiene Piantedosi, sottolineando che «chi opera in quel momento deve prendere decisioni nel lasso di pochi secondi. Credo che ci sia stata tutta l’attenzione e l’equilibrio che serve. Aspettiamo le indagini della magistratura – concede il ministro – ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori».
Il sindaco del capoluogo emiliano non ha lasciato correre. «Attaccare me, attaccare i sindaci, non risolverà alcun problema di ordine pubblico, a Bologna come altrove. Le istituzioni che si attaccano a vicenda danno forza a chi si oppone ad esse», è il messaggio di Lepore a Piantedosi: «Le istituzioni devono essere unite davanti alle tragedie e devono isolare i violenti. Prendo atto che non c’è la stessa volontà dal governo». Bologna ha vissuto il dramma della morte di un uomo, insiste il primo cittadino: «Una morte tragica, dolorosa e soprattutto evitabile». «Per questo, la nostra città non smetterà mai di chiedere verità e giustizia», rivendica Lepore, ricordando al ministro che sugli striscioni di chi ha scatenato i disordini «io e lui siamo stati messi sullo stesso piano. Perché c’è chi mette le forze dell’ordine, i ministri, i sindaci, dalla parte di chi sbaglia a prescindere». Il primo cittadino ieri ha depositato in Questura una denuncia-querela per le minacce (anche di morte) ricevute in questi giorni di grande tensione.
Mentre Bologna fa i conti con i danni degli scontri – circa 200 mila euro, senza contare quelli ai privati – da Roma arriva la solidarietà di Angelo Bonelli (Avs), che definisce «gravissime e inaccettabili» le parole di Piantedosi: «Associare il sindaco Lepore ai violenti è un’operazione disgustosa». «Basito» dalle dichiarazioni di Piantedosi si dice anche l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Fakir. «L’ennesimo ministro di questo governo che difende l’operato degli agenti a prescindere. Una interferenza sulla attività della magistratura», accusa l’avvocato dei casi Aldrovandi e Cucchi: «Dopo Salvini, dopo Meloni, adesso anche Piantedosi, che oltretutto si deve mettere d’accordo con se stesso, perché ha firmato la circolare a maggio che dice esattamente il contrario rispetto a quello che afferma lui su quell’intervento... Che cosa stiamo facendo a fare l’autopsia? Stiamo spendendo inutilmente soldi degli italiani».