Corriere della Sera, 25 luglio 2026
Benzina oltre 2 euro in autostrada. Vertice tra Meloni e Giorgetti
Il caro-carburanti al centro di un vertice, ieri, tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo gli ultimi dati: la benzina che sfiora i 2 euro al litro (per la precisione, 1,968) e il diesel 2,161 euro sulla rete stradale mentre entrambi costano più di due euro al litro in autostrada: 2,059 euro la benzina e 2,228 il gasolio. E si tratta, è bene ricordarlo, dei prezzi medi in modalità self service (il servito costa di più). Cifre, diffuse ieri dall’Osservatorio sui prezzi del ministero delle Imprese, che certificano nuovi record delle quotazioni.
Un mese di rincari
Il Codacons sottolinea che «in tre settimane il prezzo medio del gasolio è salito di 27,9 centesimi di euro sulla rete ordinaria e di 26 centesimi in autostrada mentre la benzina è rincarata di 16,5 centesimi», con la conseguenza che un pieno di diesel «costa oggi ben 14 euro in più rispetto al 3 luglio scorso quando è scaduto l’ultimo taglio delle accise, mentre un pieno di benzina costa 8,25 euro in più». Secondo Confesercenti il rincaro dei carburanti a luglio e agosto si traduce in una maggior spesa per le famigli e «di 700 milioni di euro», con un impatto negativo sulle vacanze.
Vertice a Palazzo Chigi
Per fare il punto della situazione e delle misure da prendere Meloni ha visto ieri il ministro Giorgetti. Al centro delle valutazioni anche l’eventuale attivazione del meccanismo di «accisa mobile», che potrebbe far scattare uno sconto sul prezzo alla pompa, ma non tale da compensare del tutto gli aumenti di luglio, secondo le associazioni dei consumatori, che chiedono interventi più efficaci.
Rischio gas in autunno
In rialzo anche le quotazioni del gas, che ieri al mercato di Amsterdam, ha chiuso con un aumento del 2,7% a 63,6 euro al megawattora. Dall’inizio del mese le quotazioni sono così aumentate di oltre il 50% (dai 40 euro al megawattora del primo luglio), ponendo le basi per nuovi aumenti delle bollette. Secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg, la società di consulenza energetica Baringa Partners, si rischia un’esplosione dei prezzi del gas in Europa il prossimo inverno perché i vari Paesi sono in ritardo rispetto al ritmo abituale di accumulo delle scorte. L’unica consolazione viene dal fronte del petrolio dove le quotazioni del Brent, dopo aver sfondato giovedì i 100 dollari al barile, hanno ripiegato ieri a 97,2 dollari.
L’accisa mobile
Le associazioni d’impresa sono in allarme. Confindustria osserva che le aziende chiedono prestiti in banca per sostenere il caro-bollette, Confcommercio stima in 150 milioni di euro in più al mese i costi per il terziario. Le opposizioni partono all’attacco. «Il governo non sa che pesci prendere – dice il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani —. Non ha riattivato neanche le accise mobili: uno strumento doveroso, già previsto dalla legge e a costo zero per l’erario», perché si finanzia con il maggior gettito Iva dovuto all’aumento dei prezzi alla pompa.
Giorgetti, nei giorni scorsi, ha confermato che l’accisa mobile potrebbe essere attivata, ma perché ciò accada si deve verificare un aumento stabile dei prezzi che, una volta accertato dal monitoraggio, potrebbe far scattare il taglio dell’accisa finanziato appunto con l’Iva in più incassata. Un meccanismo che, in ogni caso, sarebbe del tutto insufficiente rispetto alla gravità della situazione, secondo le opposizioni e i consumatori: «Giorgia, prendi la macchina e vai a fare il pieno – attacca Chiara Appendino dei 5 Stelle —. Proprio davanti a una pompa di benzina promettevi di abolire le accise quando eri all’opposizione».